MA GUARDA CHI SI RIVEDE: E’ TORNATO IL CONTROPIEDE
Visto che i corsi e ricorsi si susseguono, nel gioco del calcio, uno sport dove le variabili sono pressoché infinite era ovvio che il contropiede tornasse in auge.
Squadre compatte, difese bloccate, ripartenze veloci e conclusioni dalla distanza, ai mondiali sud africani il calcio è tornato indietro di 20 anni forse più.
I media, i presidenti e perchè no la gran parte dei tifosi hanno fatto in modo che gli allenatori per non perdere il loro lavoro, rischino meno, cercando in ogni modo di fare risultato si fà presto infatti a dire: la squadra è composta da giovani, si esprime bene, ha un buon possesso palla, crea ottime occasione e poi dopo due sconfitte consecutive si mette in discussione l’allenatore.
Per ottenere risultati bisogna programmare, programmare e programmare, nel calcio come in ogni ambito della vita quotidiana non si inventa niente, persino il grande Brasile di Dunga ha gettato il fioretto e imbracciato la spada.
Dimentichiamoci quindi il bel gioco, i numeri funambolici dei fuoriclasse e abituiamoci di nuovo ai due tocchi, al gioco in velocità, alle difese ermetiche, alle palle in tribuna ed ai tanti gol segnati su calci piazzati.
A ben pensarci anche il ruolo di allenatore comincia a scricchiolare se è vero che gli staff ormai sono composti da motivatori, preparatori atletici ed esperti di computer, povero vecchio caro calcio, credo che sia iniziata la tua lunga agonia che sicuramente anche se non a breve termine ti porterà sicuramente…….alla morte.
Mauro Viviani