Il Presidente Anconetani, Luca Giannini e Mauro Viviani a piedi nudi al Santuario della Madonna di Montenero (LI) per chiedere una Grazia!
Il 26 marzo 1989 avevamo brillantemente vinto una gara fondamentale contro la Roma riaccendendo qualche lieve fiammella di speranza nella lotta per la salvezza.
La vigilia di quella partita era stata come al solito molto movimentata, Luca Giannini che al di là di quello che qualcuno poteva pensare non si lasciava condizionare nelle sue scelte da nessuno, aveva risposto picche a qualche imput giunto dall’alto, questo significa che se non avessimo vinto sarebbero stati guai seri. Fortunatamente vincemmo, al termine della partita Romeo entrò negli spogliatoi entusiasta e dopo essersi complimentato con i giocatori invitò Luca e il sottoscritto a cena da Emilio “Grande personaggio e tifoso storico del Pisa”. Come spesso accadeva telefonai a mia moglie per avvertirla che sarei rincasato molto tardi, dopodiché mi recai a casa di Luca da dove dopo aver assistito ad una famosa trasmissione sportiva ci recammo al ristorante.
Il Presidente era già a tavola, con lui la signora Titina e il figlio Adolfo con la moglie Costanza e il figlio più piccolo Matteo.
• Ecco Cric e Croc, è possibile che non riusciate mai ad essere puntuali voi due?
Comentò il Presidente al nostro ingresso nel locale.
Dopo aver salutato tutti ed esserci scusati, anche se eravamo perfettamente in orario, ci sedemmo
Avevamo vinto, Romeo era rilassato per cui la serata filò via liscia, giunto il momento dei saluti il Presidente disse:
• Devo sciogliere un voto, domani mattina andiamo a Montenero, Luca mi venga a prendere a casa e si metta d’accordo con Mauro per l’orario.
Luca un pochino interdetto
• Va bene Presidente, la passo a prendere verso le nove.
• Alle nove dobbiamo essere di ritorno cane, io ho da fare cosa crede, non sono mica un pelandrone come voi, faccia conto che alle sei precise ci dobbiamo trovare in piazza delle carrozze a Montenero.
• Presidente io abito ad un quarto d’ora dal Santuario che ne dice se mi faccio trovare la!
• Se lo dimentichi, partiremo tutti e tre da Pisa.
Alle cinque e mezzo precise suonai al campanello di Luca, il tempo di bere una tazza di caffè che Paola la moglie ci aveva preparato e via dal Presidente che trovammo puntualissimo fuori dal cancello di casa, fresco come una rosa. Partimmo alla volta di Montenero dove Luca trovò il paecheggio nei pressi della piazza delle carrozze. Io e Luca pensavamo naturalmente di salire con la funivia quando Romeo con la sua voce più gracchiante del solito:
• Togliamoci le scarpe ragazzi dobbiamo salire a piedi scalzi altrimenti il voto non vale.
• Sta scherzando Presidente?
rispose Luca.
• non sto scherzando affatto, fate quello che ho detto alla svelta e andiamo, per fortuna non ho la vostra età altrimenti non so come farei!
Posso garantire che fare quella salita senza soste è veramente faticoso, il Presidente tenne il nostro passo fino al santuario della Madonna.
Quando entrammo eravamo letteralmente trafelati, la chiesa era deserta, una suora vedendoci senza scarpe e vista l’ora abbastanza inconsueta si avvicinò e ci chiese gentilmente se avessimo bisogno di qualcosa, dopo averla rassicurata e ringraziata per la sua gentilezza ci dirigemmo verso
l’altare maggiore dove, dopo qualche minuto di raccoglimento Romeo ci pregò di accendere il cero più grande che fossimo riusciti a trovare, rimanemmo alcuni minuti in raccoglimento pregando la Madonna affinchè intercedesse per la salvezza del Pisa.
Fatto questo il Presidente estrasse da una tasca della giacca una busta.
• Mauro prenda, la consegni alla suora che abbiamo incontrato prima, contiene dei soldi per opere di bene
Si trattava di un milione di lire, la suora ci ringraziò tanto che alla fine non sapevamo più come uscire da quel luogo benedetto. Fortunatamente nessuno a Livorno era stato messo al corrente di questa iniziativa, altrimenti chissà di quali sfottò saremmo stati fatto oggetto, visto che in città non mancano certo i buontemponi. Iniziammo lentamente la discesa verso la piazza, mentre per la salita tutto era filato liscio a parte la fatica, la discesa risultò talmente ripida che ci costrinse a prendere il Presidente sottobraccio, le calze ormai logore iniziavano a darci fastidio così decidemmo di togliere anche quelle e gettarle in un bidone della spazzatura, mai decisione fù più sbagliata, quando arrivammo alla nostra auto avevamo i piedi pieni co,pletamente ricoperti di vesciche.
Decidemmo di prendere un caffè, appena entrati in un bar aperto da pochi minuti i pochi astanti, riconobbero il Presidente bersagliandolo simpaticamente con battute polemiche, come volevasi dimostrare il nostro pellegrinaggio non era passato inosservato, il giorno successivo ne parlarono tutti i giornali, persino il Vernacoliere un settimanale satirico non propriamente delicato che mise in risalto il nostro pellegrinaggio con un articolo simpatico ma un pochino …pesante!
Quando arrivammo a Pisa erano quasi le nove, accompagnammo il Presidente in sede e liberi come farfalle ci apprestammo a trascorrere nel migliore dei modi la nostra meritata giornata di riposo. Purtroppo per conquistare l’agognata salvezza non bastò neppure chiedere l’intercessione alla Madonna di Montenero, evidentemente in quei momenti la Signora aveva cose ben più gravi a cui pensare e onestamente quella squadra non era sufficientemente attrezzata per poter centrare l’obbiettivo della salvezza.
L’Allenatore, l’ultima ruota del Carro
Carissimi addetti ai lavori, inutile nasconderlo, l’Allenatore è l’ultima ruota del carro.
Ma come si fà a trattare degli esseri umani in questo modo? Forse qualcuno si è mai chiesto che sensazioni prova un Allenatore quando gli viene comunicato l’esonero?
Parlo per quegli Allenatori che sono stati regolarmente ingaggiati da una società, non per coloro che pur di allenare un squadra lo fanno gratis, portano sponsor, soldi, giocatori ecc. quella è una categoria che non mi interessa.
Alenare una squadra al giorno d’oggi è una cosa estremamente difficoltosa, se poi ci mettiamo la casualità che contraddistingue questo sport e l’estrema volubilità dei presidenti che il più delle volte “anche ad alti livelli” sono pilotati da vecchi tromboni che guarda caso sanno sempre tutto e che spesso quando in passato hanno avuto la possibilità di allenare hanno combinato dei veri e propri sfraceli.
Un consiglio agli addetti ai lavori, quando si sceglie un Allenatore, non si può sempre dare ascolto ai consigli sempre interessati credetemi degli amici e degli amici degli amici, bisogna prendere informazioni serie, da fonti serie, valutare questa persona sotto tutti i punti di vista, tecnici, tattici e caratteriali. Che senso ha poi scegliere un tecnico al posto di un altro perchè costa cento euro in meno?
Il presidente quando effettua la sua scelta deve esserne convinto e portarla fino in fondo, troppo comodo dopo alcune giornate di campionato quando va bene dire: non posso cambiare 20 giocatori quindi cambio il tecnico quando il più delle volte tutti i giocatori ” scarsi e magari stronzi” sono stati scelti da lui e dai suoi fidi consiglieri sic!!!!!!!!!!
Il tecnico che subentra “le statistiche che dicono che solo nel 4o% dei casi riesce a fare bene cambiando comunque un terzo del gruppo squadra”, deve avere immediatamente una fortuna sfacciata per
poter conquistare la fiducia della squadra guadagnando il tempo per avere la possibilità di conoscere i giocatori e farli rendere al massimo, in caso contrario dopo poche settimane sarà messo pure lui sulla graticola e da li a poco verrà richiamato quello che alcune settimane prima era ritenuto un incapace dando il via alla danza tribale del cambio delle panchine una cosa che ritengo senza senso.
Si dirà, tanto l’Allenatore esonerato lo stipendio lo prende egualmente, Ma Quando mai, quando gli và bene all’ inizio del campionato successvo al suo esonero preso dalla necessità effettuerà una transazione con la società, che lo penalierà ulteriormente.
Concludo consigliando i presidenti a pensarci molto bene prima di prendre un Allenatore e poi, tenerlo comunque tre o quattro anni, solo così si potrà valutare l’effettiva capacità ed il lavoro svolto.
Un in bocca al lupo a tutti gli Allenatori di tutte le categorie consigliando loro di sbagliare con la propria testa senza dimostrarsi addomesticabili tanto dopo due sconfitte chi di dovere non terrà di nesun conto l’educazione ed il perbenismo dimostrato.
Ciao a tutti, forza e avanti!!
Poveri campioni del mondo!
Ieri sera finalmente è iniziato anche per noi, il campionato Europeo di calcio.
A questo grande avvenimento pallonaro la nostra nazionale si è presentata addirittura da CAMPIONE DEL MONDO!
Sono troppo esperto in questa delicata disciplina per lasciarmi andare su giudizi che questo strano sport talvolta riesce a ribaltare in un attimo, però vorrei chiedermi :
Come è possibile presentarsi ad un appuntamento del genere in quello stato?
Forse il nostro commissario tecnico “sic” ha sbagliato nella scelta degli gli uomini da mandare in campo, ma vivaddio la maggior parte di loro bene o male rappresentava, almeno sulla carta il ….meglio del calcio mondiale o no?
Non mi era mai accaduto di addormentarmi assistendo ad una patita di calcio, ieri sera ci sono riuscito.
Signori, ma quale campionato più bello del mondo, ma quali campioni del mondo, il nostro calcio è mediocre e l’espressione del nostro calcio è grosso modo quella vista “a tratti” ieri sera. Sapete cosa penso? Senza la fortuna sfacciata che abbiamo avuto pure ai campionati del mondo ci avrebbero sbattuti fuori (ricordiamoci gli episodi che ci portarono alla finale di quel campionato).
Donadoni, credo sia la dimostrazione lampante di come nel nostro calcio e nella nostra povera società italiana si riesca ad andare avanti senza averne i meriti, Abete che sarà pure un falso ma sicuramente non uno scemo, non a caso ha rinnovato il contratto al nostro tecnico pochi giorni prima dell’inizio degli europei, pensate che prima non avesse avuto tempo? No, lui che è chiamato a giudicare ha capito che Donadoni non solo è ancora acerbo ma è anche un grande presuntuoso per cui ha sperato ardentemente invano che si dimettesse.
Ogni volta che partecipiamo ad una manifestazione di livello inernazionale a fine campionato entrano in scena i preparatori atleici, per la maggior parte grandi venditori di fumo a tutti i livelli, questi ginnasiarchi maniacali prendono in mano un manipolo di puttane isteriche che hanno giocato circa sessanta gare, con i loro capricci, le loro discussioni per i rinnovi contrattuali e pretendono di dargli in pochi giorni una forma fisica eccezionale. Come? Ripetute su distanze oscene, allenamenti noiosi, senza senso e lunghi da morire, il tutto per fare cosa? Continuare a vendere fumo e andare avanti con i loro contratti, tutti noi ieri sera abbiamo visto in che stato erano i nostri Campioni, ma loro, i maghi della fisiologia pensate lo abbiano notato? Ve lo dico, io NO!!!!
Adesso tireranno fuori la condizione psicologica e mille altre monate, ma ci siamo mai chiesti il perchè i signori calciatori pur guadagnando certe cifre sono capaci di svegliarsi al mattino con il giramento di palle?
Non per fare retorica ma qualcuno di voi sà quanti anni deve lavorare un operaio per guadagnare quanto guadagna il signor Del Piero in 1 anno senza calcolare la pubblicità, i diritti di immagine ed altre cose?
300 ANNI !!!!!!!!!
Scusate lo sfogo ma non è possibile continuare a vedere certe cose e stare zitti, Panucci non può essere il leader di una difesa mondiale, Materazzi senza qualcuno che lo affianca, lo calma e e lo stimola in continuazione sembra un bambino che gioca negli esordienti, ieri se non lo sostituivano non avrebbe terminato la partita, Barzagli non credo sia un giocatore da nazionale, Chiellini è sicuramente migliore di lui, De Rossi non è più forte di Ambroisini? Perchè non lo hanno fatto giocare? Camoranesi, che non è mai stato nessuno, invece continua a giocare, magie degli sponsor, non credete che Di Natale a destra e Del Piero a sinistra potrebbero fare molto meglio! Gattuso, deve essere gestito, quando non è al cento per cento della condizione è un disastro, Luca Toni, dovrebbe essere continuamente rifornito con cross provenienti dalle fasce, in 96 minuti mi sembra di ricordarmene ……UNO.
Mi fermo altrimenti ne direi di grosse, spero di non aver offeso chi non la pensa come me e spero anche di essere contraddetto in occasione della prossima gara con la Romania.
Forza Italia
PECCATO GRANDE POPOLO NERAZZURRO, IL SOGNO E’ FINITO!
Il sogno putroppo è finito, tutti noi infatti più o meno sapevamo che di un sogno si trattava anche se, per lunghi tratti di campionato la marcia della squadra era parsa addirittura inarrestabile, aleggiava la paura che qualcosa di negativo potesse accadere da un momento all’altro.
Non è certamente un caso che Ventura per tutto l’anno abbia cercato di fare il pompiere risultando alla fine un buon profeta.
Non illudiamoci altresì che questi spareggi filino via lisci senza lasciare strascichi polemici e delusioni mal celate, il tifo neroazzurro ha fatto quello che umanamente era possibile fare, ha sostenuto la squadra in maniera encomiabile riuscendo nell’impresa, dopo una partita persa ed una trasferta lunghissima e scomoda come quella di Lecce di tributare ai propri beniamini l’ultimo grande appaluso della stagione.
Attenzione però cari signori dirigenti, ricordatevi che chi sà dare tanto amore è anche capace di arrivare ad odiare chi “tradisce” e tutti sappiamo che dall’amore all’odio il passo è breve.
Adesso tocca alla Società, se crede veramente in questa squadra bisogna che cerchi di mantenerla nei suoi punti di forza, ritoccandola eventualmente nei punti deboli.
L’allenatore ha fatto bene per cui se la società ci crede nelle sue espressioni tecniche si sieda velocissimamente ad un tavolo e programmi con lui l’organico per il prossimo campionato.
Da qualche tempo giungono voci inquietanti da Perugia dove sembrerebbe che Covarelli mirasse alla presidenza di quella società, per il Pisa questo sarebbe un vero peccato in quanto onestamente presidenti giovani, motivati, competenti ed entusiasti come lui non si trovano certo dietro l’angolo, d’altraparte se è vero che i proverbi a volte si rivelano veritieri ne conosco uno che dice:
Quando si sentono suonare le campane vuol dire che la….chiesa è vicina!
Vedremo.
Il prossimo campionato Tornerà il derby che sicuramente verrà accolto dalle due tifoserie ferite e deluse come l’appuntamento dell’anno, non mancheranno quindi sfottò ed animate discussioni con la speranza che finalmente tutto rimanga nei limiti di una sana rivalità sportiva.
Il sogno questa volta sarebbe quello di rivedere le due squadre tornare a braccetto in serie A, chissà se il fato non faccia sì che questo si avveri.
Buona fortuna Pisa, Buona fortuna Livorno ed arrivederci a presto in serie A !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mauro Viviani un livornese che ha allenato il Pisa
Livorno se la notizia è vera complimenti!
Se è vera la notizia di ACORI alla guida del Livorno faccio i complimenti a Spinelli, finalmente un allenatore vero.
Adesso i giocatori!
Forza Pisa adesso tocca a TE!
Forza Pisa, il momento buio sembra ormai alle spalle, la sfortuna è stata sconfitta dalla costanza, dalla forza di volontà e da un gruppo di giocatori forte, solido, guidato egregiamente da un allenatore esperto, smaliziato che in fondo fino ad adesso in carriera ha raccolto meno di quanto ha seminato.
Spero che la dirigenza non lasci niente al caso, Mega ritiro compreso, la gestione dei giorni che separano la squadra dall’inizio dei play off deve essere centellinata, incuranti di quello che potranno pensare nel bene e nel male gli addetti ai lavori, esterni.
Sono fiducioso sul fatto che magari qualcuno dei numerosi infortunati riesca a recuperare, senza rischiare niente però e senza bruciare le tappe, la tombola degli spareggi deve essere gestita nel miglior modo possibile curando assolutamente tutto a partire proprio dai minimi particolari.
Un consiglio disinteressato ai giocatori anche se credo che non ne abbiano bisogno mi sento di darlo, fino ad ora avete fatto tanto e purtroppo non avete fatto niente, un ultimo sacrificio sia in campo che nella vita privata, può far si che il 2008 rimanga impresso indelebilmente nella vostra memoria come uno splendido sogno diventato realtà alla faccia di tanti.
Un encomio al Presidente Covarelli che a Perugia lo aspettano come il loro prossimo Presidente, con la sua semplicità ha dimostrato che in fondo sono sempre i fatti che contano visto che le parole le porta via il vento e le biciclette i…………….!
Il Direttore generale Marco Scarpelloni altro Umbro ha dimostrato concretamente a tutti come si può diventare grandi personaggi senza essere dei raccomandati, lavorando sodo e seriamente, il segretario generale Bruno Sabatini, il direttore sportivo Gianluca Petrachi, ex grande calciatore (almeno per me) che tranne la sbandata presa quando portò a Pisa un allenatore come Toma ha dimostrato nel tempo di essere veramente molto bravo e per finire il team manager Libero Berretta, grande Libero, al quale voglio molto bene! L’allenatore Ventura un logorroico che con la sua dialettica a volte cervellotica è riuscito fino a questo momento a portare il suo PISA a combattere da pari a pari con tutte le squadre regine della serie B per giocarsi l’olimpo del calcio, la serie A!
Ti seguirò, soffrirò e gioirò per te grande Pisa, dopotutto mi hai dato la possibilità di farmi conoscere ed apprezzare dal mondo delcalcio, di lavorare cinque splendide stagioni, due di serie A e tre di serie B indossando i tuoi colori. Spero tanto che il Presidente Covarelli abbia avuto la possibilità di leggere il mio libro ”Il Signor Nessuno e il Presidente” visto che in molti non sono riusciti a trovarlo, in special modo il capitolo, dove lo prego di lasciare un posto in tribuna d’onore libero per Romeo Anconetani, il Presidente dei Presidenti per la prima gara di serie A, che il Pisa giocherà in casa. Solo così, ne sono sicuro, potrà tornare a riposare in pace. Grazie!!!!!!!!!
Forza Pisa ce la puoi fare anche se sarà molta dura credimi, i tuoi splendidi tifosi in fondo meritano questo salto di categoria assieme alla Città.
Ti mando un grosso abbraccio ed un arrivederci, in fondo nel calcio come nella vita mai dire mai!
Uno dei tanti ex Mister Mauro Viviani
A piedi nudi al Santuario della Madonna di Montenero (LI)
Il 18 marzo 1989 vincendo in casa una gara fondamentale contro la Roma riuscimmo a riaccendere qualche lieve fiammella di speranza nella lotta per la salvezza.
La vigilia di quella partita era stata come al solito molto movimentata, Luca Giannini che al di là di quello che qualcuno poteva pensare non si lasciava condizionare nelle sue scelte da nessuno, aveva risposto picche a qualche imput giunto dall’alto, questo significava che se non avessimo vinto sarebbero stati guai seri. Fortunatamente andò bene, infatti al termine della partita Romeo entrò negli spogliatoi entusiasta e dopo essersi complimentato con i giocatori invitò Luca e il sottoscritto a cena da Emilio “Grande personaggio e tifoso storico del Pisa”. Come al solito telefonai a mia moglie per avvertirla che quella sera sarei rincasato molto tardi, fatto questo andai aa casa di Luca da dove, dopo aver assistito ad una famosa trasmissione sportiva che andava in onda nel tardo pomeriggio, ci recammo al ristorante.
Il Presidente era già a tavola, con lui la signora Titina e il figlio Adolfo con la moglie Costanza e il figlio più piccolo Matteo.
• Ecco Cric e Croc, è possibile che non riusciate mai ad essere puntuali voi due?
Commentò il Presidente al nostro ingresso nel locale.
Dopo aver salutato tutti ed esserci scusati, anche se eravamo perfettamente in orario, prendemmo posto al tavolo.
Avevamo vinto, Romeo era rilassato quindi la serata filò via liscia, giunto il momento dei saluti il Presidente disse rivolgendosi a Me e Luca:
• Cari ragazzi, devo sciogliere un voto per cui domani mattina andiamo a Montenero, Luca mi venga a prendere a casa e si metta d’accordo con Mauro per l’orario.
Luca un pochino interdetto
• Va bene Presidente, la passerò a prendere verso le nove.
• Alle nove dobbiamo essere di ritorno cane, io ho da fare, cosa crede, non sono mica un pelandrone come voi, faccia conto che alle sei precise ci dobbiamo trovare in piazza delle carrozze a Montenero.
• Presidente io abito ad un quarto d’ora dal Santuario che ne dice se mi faccio trovare direttamente la!
• Se lo dimentichi, partiremo tutti e tre da Pisa.
Alle cinque e mezzo precise suonai al campanello di Luca, il tempo di bere una tazzina di caffè che Paola la moglie ci aveva preparato e via dal Presidente che trovammo, puntualissimo fuori dal cancello di casa, fresco come una rosa. Partimmo alla volta di Montenero dove Luca trovò il parcheggio nei pressi della piazza delle carrozze. Io e Luca pensavamo naturalmente di salire con la funivia quando Romeo con la sua voce più gracchiante del solito:
• Togliamoci le scarpe ragazzi dobbiamo salire a piedi scalzi altrimenti il voto non vale.
• Sta scherzando Presidente?
rispose Luca.
• non sto scherzando affatto, fate quello che ho detto alla svelta e andiamo, per fortuna non ho la vostra età altrimenti non so come farei!
Posso garantire che fare quella salita senza soste è veramente faticoso, il Presidente tenne il nostro passo fino al santuario della Madonna.
Quando entrammo eravamo letteralmente trafelati, la chiesa era deserta, una suora vedendoci senza scarpe e vista l’ora abbastanza inconsueta si avvicinò e ci chiese gentilmente se avessimo bisogno di qualcosa, dopo averla rassicurata e ringraziata per la sua gentilezza ci dirigemmo verso
l’altare maggiore dove, dopo qualche minuto di raccoglimento Romeo ci pregò di accendere il cero più grande che fossimo riusciti a trovare, rimanemmo alcuni minuti in raccoglimento pregando la Madonna affinchè intercedesse per la salvezza del Pisa.
Fatto questo il Presidente estrasse da una tasca della giacca una busta.
• Mauro prenda, la consegni alla suora che abbiamo incontrato prima, contiene dei soldi per opere di bene
Si trattava di un milione di lire, la suora ci ringraziò tanto che alla fine non sapevamo più come uscire da quel luogo benedetto. Fortunatamente nessuno a Livorno era stato messo al corrente di questa iniziativa, altrimenti chissà di quali sfottò saremmo stati fatto oggetto, visto che in città non mancano certo i buontemponi. Iniziammo lentamente la discesa verso la piazza, mentre per la salita tutto era filato liscio a parte la fatica, la discesa risultò talmente ripida che ci costrinse a prendere il Presidente sottobraccio, le calze ormai logore iniziavano a darci fastidio così decidemmo di togliere anche quelle e gettarle in un bidone della spazzatura, mai decisione fù più sbagliata, quando arrivammo alla nostra auto avevamo i piedi ricoperti di vesciche.
Decidemmo di prendere un caffè, appena entrati in un bar aperto da pochi minuti i pochi astanti, riconobbero il Presidente bersagliandolo simpaticamente con battute polemiche, come volevasi dimostrare il nostro pellegrinaggio non era passato inosservato, il giorno successivo ne parlarono tutti i giornali, persino il Vernacoliere un settimanale satirico non propriamente delicato che mise in risalto il nostro pellegrinaggio con un articolo simpatico ma un pochino …pesante!
Quando arrivammo a Pisa erano quasi le nove, accompagnammo il Presidente in sede e liberi come farfalle ci apprestammo a trascorrere nel migliore dei modi la nostra meritata giornata di riposo. Purtroppo per conquistare l’agognata salvezza non bastò neppure chiedere l’intercessione alla Madonna di Montenero, evidentemente in quei momenti la Signora aveva cose ben più importanti a cui pensare e onestamente quella squadra non era sufficientemente attrezzata per poter centrare l’obbiettivo della salvezza.
Cari colleghi allenatori vogliamo parlare un pò di tattica?
L’ 1-2-1 questo sconosciuto
Sicuramente nel nostro d.n.a. calcistico, il triangolo, il dai e vai, l’uno-due sono catalogati come : io ti passo la palla, eseguo uno scatto e tu me la restituisci sulla corsa.
Questa codificazione sebbene renda l’idea dell’azione, a ben vedere non corrisponde esattamente a quello che accade realmente.
Basterebbe infatti assegnare un numero ai due calciatori ( il numero 1 al giocatore che inizia l’azione, il numero 2 al secondo giocatore ) per capacitarsi che in verità nel triangolo non avviene un 1-2 ma un 1-2-1. Se a prima vista questa potrebbe sembrare un’inezia, a ben pensarci volendo denominare esattamente quest’azione potremmo in seguito trarne spunto per far eseguire ai nostri calciatori Esercitazioni essenzialmente basate sui numeri.
Una volta infatti che i nostri calciatori avranno recepito esattamente l’esecuzione di questo tipo di azione, potremmo far apprendere loro le “combinazioni numeriche a 3″.
Queste combinazioni, impiegando 3 giocatori per volta consentiranno al mister di programmare nel tempo ed esercitare i vari tipi di giocata in fase di possesso palla, dando ai propri giocatori un imprinting tecnico tattico che in seguito, nel corso delle gare risulterà utilissimo per risolvere le varie situazioni di costruzione di gioco, di azioni d’attacco e di finalizzazione. Le combinazioni numeriche a 3 una volta digerite dal gruppo squadra diventeranno a 4 e così via.
La progressione pedagogica sarà senza dubbio lenta e guidata, con il progredire dell’abilità dei giocatori il tecnico potrà aumentare il numero delle giocate diminuendo i tempi di esecuzione, dando così ai giocatori la possibiltà di costruire azioni d’attacco seguendo, inconsapevolmente, un canovaccio provato e riprovato durante gli allenamenti tecnici.
Che cosa sono in definitiva queste combinazioni numeriche? Niente di più semplice, l’allenatore dopo aver diviso l’intero gruppo squadra in sottogruppi di tre giocatori, darà loro un tema: ad esempio 1-2-3—-1, l’esercitazione inizierà quindi dal giocatore numero 1 che passerà palla al numero 2 e questi al numero 3 il quale dopo averla controllata la lancerà in profondità per il numero 1 che nel frattempo avrà eseguito uno scatto lungo la fascia laterale verso l’area di rigore avversaria. Starà poi all’abilità dell’allenatore variare i temi delle combinazioni numeriche affichè i suoi calciatori apprendano efficacemente nel più breve tempo possibile i movimenti ed i tempi di esecuzione delle azioni d’attacco!
MauroViviani
Gaucci, Castagner e Viviani aggrediti ad Amelia dai tifosi Ternani
La terribile notte di Amelia
Stavamo terminando il secondo allenamento giornaliero ai “campini” dietro lo stadio Renato Curi di Perugia quando un impiegato della sede chiamò Ilario Castagner, era desiderato al telefono dal Presidente Luciano Gaucci.
Quando tornò in campo mi disse:
- Mauro, vatti a fare la doccia, in serata devi andare ad Amelia dove questa sera la Ternana disputa un’amichevole con la squadra locale devi valutare se un giocatore che loro stanno provando può fare al nostro caso.
Ero ancora sotto la doccia quando Ilario tutto trafelato arrivò nello spogliatoio.
- Mauro, contrordine, il capo vuole che a vedere quella partita assieme a te veniamo pure io e Alessandro “il figlio maggiore” del Presidente.
Faceva un caldo bestiale quel giorno, Castagner mi spiegò che Mazzeo, così si chiamava il giocatore in questione era un’ala tornante in possesso di un tiro veramente potente ed una velocità eccezionale.
Dopo un giro di telefonate, partimmo alla volta di Amelia, una bellissima cittadina in provincia di Terni dove avremmo dovuto trovare ad attenderci Alessandro e la fidanzata.
All’ora stabilita ci incontrammo, era ancora presto per cui decidemmo di andare a mangiare un panino, tra una chiacchera e l’altra, visto che Alessandro era appena giunto dalla Sardegna e ci chiedeva ragguagli sulla squadra, facemmo l’ora e ci incamminammo verso lo stadio.
Era la prima uscita stagionale della Ternana, per cui lungo il viale che portava allo stadio incontrammo moltissimi tifosi alcuni dei quali ci fecero oggetto di simpatici sfottò, niente più.
Dopo una lunga fila per fare i biglietti finalmente giungemmo al botteghino (si fa per dire) un tavolo appoggiato al muro vicino all’ingresso del campo, Castagner avvicinandosi prima di noi alla cassa (una scatola da scarpe) rivolgendosi alla persona preposta a vendere i biglietti gli disse:
- Buonasera, mi dà per favore quattro biglietti?
- La risposta giunse secca e immediata; io i quattro biglietti te li darei si, ma in faccia Perugino di merda.
Vista l’aria che tirava e la simpatia che riscontravamo da quelle parti consigliai a Ilario ed a Alessandro di tornarcena a Perugia, dopotutto la nostra presenza in quel posto vista la rivalità tra le due tifoserie poteva essere scambiata per pura provocazione.
Ilario fù irremovibile.
- abbiamo pagato il biglietto per cui abbiamo diritto ad assistere alla partita!
Il piccolo stadio era stracolmo, quando entrammo le squadre stavano facendo ancora riscaldamento, fatti alcuni passi a ridosso delle recinsione verso il centro campo, dalla tribunetta dietro una porta avendo riconosciuto Ilario e Alessandro i tifosi iniziarono a cantare cori ed a offendere pesantemente la fidanzata.
Pregai nuovamente Ilario di andarcene da quel posto ma lui fù ancora irremovibile, quella mattina mi ero comprato una camicia di seta che avevo pagato una cifra spropositata, era da tempo che ogni volta che passavo davanti a quel negozio l’ammiravo estasiato, quel giorno non avevo purtroppo resistito alla tentazione, peccato.
Una volta raggiunta la linea di centrocampo ci fermammo in attesa dell’inizio della gara, intanto i cori e le offese si facevano sempre più insistenti quando dalla tribuna centrale, scesero una decina di veri e propri energumeni che in un attimo passarono come avevo largamente previsto dalle parole ai fatti.
Uno di questi appoggiandosi a me tirò in faccia ad Ilario prendendolo in pieno una lattina di coca cola, a quel punto non ci vidi più anche perchè ormai non c’era assolutamente altro da fare.
La zuffa duro diversi minuti senza che nessuno neppure i carabinieri giunti colpevolmente in ritardo, intervenisse per darci una mano.
Ricordo Ilario gettato sotto una siepe a calci e pugni, la fidanzata di Alessandro Gaucci svenuta, la mia camicia letteralmente stracciata, un dolore molto forte dietro la nuca e Alessandro provetto pugile che cercava di districarsi da quello che si rivelò alla fine un vero e proprio agguato.
Finalmente arrivarono due carabinieri che per portare la calma non solo ci invitarono ad uscire dallo stadio come se fossimo dei delinquenti ma dovettero addirittura sparare diversi colpi in aria.
Fortunatamente alcuni di quei pazzi mentre uscivamo dal campo furono identificati e portati in questura, noi una volta giunti alle auto, visto che Ilario non era assolutamente in grado di guidare mi dette le chiavi, in fondo sembrava che dei quattro fossi quello messo meglio, nonostante la camicia ridotta a brandelli!
Cercai invano di inserire la chiave nella serratura della portiera un atroce dolore al polso della mano destra mi fece capire che nel mio braccio qualcosa non andava, decidemmo così di recarci all’ospedale di Amelia.
Una volta giunti al pronto soccorso, l’larità dei medici una volta riconosciuti i personaggi e ascoltata la storia della …rissa fù disarmante, risate a squarciaglola e battute demenziali.
Quando giunse il nostro turno, fummo sottoposti ad una serie di lastre di controllo che rilevarono una doppia frattura al mio polso destro, e varie costole incrinate per Alessandro e Ilario, la fidanzata era invece in stato di schoc.
In quei minuti tutte le testate giornalistiche furono messe al corrente dell’accaduto, pure il televideo riportava la cronaca dell’aggressione.
Inutile dire l’apprensione dei nostri familiari e degli amici che non riuscivano assolutamente a mettersi in contatto con noi, arrivammo allo stadio Curi a tardissima notte, trovammo nel piazzale un centinaio di tifosi esagitati che appresa la notizia si erano riuniti per esternarci la loro solidarietà e una volta constatate le nostre condizioni per andare a Terni non so bene a che fare.
Morale della favola Mazzeo fù acquistato dal Perugia anche senza la nostra supervisione e si rivelò veramente un buon giocatore, io portai il gesso al braccio per quaranta giorni, Ilario e Alessandro soffrirono le pene dell’infero per tutta l’estate ed alla fidanzata di Alessandro occorse diverso tempo per riprendersi da quello spavento.
Questa è la cronaca di una notte di mezz’estate trascorsa ad Amelia al servizio del Grifo.
Mauro Viviani
Contatti
Il Mister Mauro Viviani è raggiungibile ai seguenti contatti:
eMail: viviani-mauro @ hotmail.it
Skype: viviani.mauro
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