La terribile notte di Amelia
Il consueto allenamento pomeridiano stava ormai volgendo al termine quando Ilvano Ercoli lo storico segretario del Perugia ci raggiunse per comunicare a Castagner che il presidente Luciano Gaucci lo desiderava al telefono.
Ilario tornò dopo una decina di minuti:
- Mauro, vai a cambiarti per favore, questa sera la Ternana disputa un’amichevole ad Amelia contro la squadra locale, si stà allenando con loro un giocatore ancora senza contratto, tu devi andare per valutare se questo ragazzo fà o meno al caso nostro.
Ero ancora sotto la doccia quando Ilario rientrò trafelato nello spogliatoio:
- Mauro, il capo ha cambiato programma, desidera che ad Amelia veniamo pure io ed Alessandro.
Era una giornata torrida, l’aria condizionata ci dava un pò di sollievo mentre viaggiavamo alla volta di Amelia, una bellissima cittadina in provincia di Terni, durante il tragitto Ilario mi spiegò che Mazzeo, così si chiamava il giocatore in questione era un’ala tornante in possesso di un tiro potente ed una velocità eccezionale, proprio quello che stavamo cercando da tempo.
All’ora stabilita incontrammo Alessandro Gaucci e la sua fidanzata fuori dallo stadio, era ancora molto presto per cui decidemmo di entrare in un bar dove tra una chiacchera e l’altra, facemmo l’ora della partita.
Era la prima uscita stagionale della Ternana, lungo il viale che portava allo stadio incontrammo moltissimi tifosi alcuni dei quali ci fecero oggetto di simpatici sfottò, niente più.
Una volta al botteghino (si fa per dire) un tavolo appoggiato al muro vicino all’ingresso del campo Castagner rivolgendosi alla persona preposta:
- Buonasera, mi dà per favore quattro biglietti?
- La risposta giunse secca e immediata; io i quattro biglietti te li darei si, ma in faccia, Perugino di merda.
Vista l’aria che tirava e la simpatia che riscontravamo da quelle parti consigliai a Ilario ed a Alessandro di tornarcene a Perugia, dopotutto la nostra presenza in quel luogo vista la rivalità tra le due tifoserie poteva essere scambiata per pura provocazione.
Ilario fù irremovibile.
- abbiamo pagato il biglietto per cui abbiamo diritto ad assistere alla partita!
Il piccolo stadio era stracolmo, quando entrammo le squadre stavano eseguendo il riscaldamento pre partita, camminando lungo la rete di recinzione del campo eravamo quasi arrivati all’altezza del centro campo quando dalla tribunetta dietro ad una delle due porte i tifosi ternani iniziarono a cantare cori veramente offensivi verso Gaucci, Castagner ed il Perugia.
Vista la piega che stava prendendo la faccenda pregai nuovamente Ilario di tornarcene verso Perugia ma lui fù irremovibile.
Ancora pochi passi e i cori sempre più insistenti si erano ormai estesi in ogni ordine dei posti del piccolo stadio, fino a quando dalla tribuna centrale scesero una decina di veri e propri energumeni che in un attimo passarono come avevo largamente previsto, dalle parole ai fatti.
Ironia della sorte, quella mattina avevo acquistato una camicia di seta azzurra bellissima che per l’occasione avevo deciso di indossare, inutile dire che il piccolo capitale speso per acquistarla andò interamente in …fumo.
Uno di questi dementi gettò in faccia ad Ilario colpendolo in pieno, una lattina di coca cola, questo innesco una rissa furibonda che ci vide purtroppo soccombere nonostante Alessandro Gaucci fosse un pugile provetto e io e Ilario niente affatto intenzionati a fare da vittime sacrificali. La rissa si protrasse per diversi minuti senza che nessuno, neppure i carabinieri giunti colpevolmente in ritardo, intervenisse per darci una mano.
Ricordo Ilario gettato sotto una siepe a calci e pugni, la fidanzata di Alessandro Gaucci svenuta, la mia camicia letteralmente stracciata, e Alessandro che cercava di districarsi da quello che si rivelò alla fine un vero e proprio agguato.
Finalmente due giovani carabinieri si fecero coraggio e con le loro pistole in mano riuscirono finalmente a portare la calma sparando in aria alcuni colpi, fatto questo ci invitarono in malo modo ad uscire dallo stadio come se fossimo dei delinquenti.
Fortunatamente alcuni di quei pazzi furono identificati e portati in questura, mentre noi ci incaminammo verso le nostre auto.
Mauro, guida tu per favore, io non me la sento.
Apparentemente dei tre ero quello messo meglio, appena però cercai di inserire le chiavi nella serratura della portiera dell’auto un dolore lancinante al polso mi fece capire che forse qualcosa non andava, decidemmo così, di recarci all’ospedale di Amelia.
Una volta giunti al pronto soccorso, l’ ilarità dei medici fù disarmante, risate a squarciaglola e battute demenziali ci fecero compagnia fino a quando giunse il nostro turno, le varie lastre di controllo rilevarono una doppia frattura al mio polso destro, e varie costole incrinate per Alessandro e Ilario, la fidanzata era invece in stato di choc.
Quella sera tutte le testate giornalistiche italiane messe al corrente dell’accaduto, iniziarono un tam tam mediatico che mise in allarme tutta l’Italia sportiva.
Inutile dire l’apprensione dei nostri familiari e degli amici che non riuscivano assolutamente a mettersi in contatto con noi, arrivammo allo stadio Curi solo a tardissima notte, nel piazzale dello stadio intanto si era radunato un centinaio di tifosi perugini esagitati che appresa la notizia dai vari notiziari ci stavano aspettando per esternarci la loro solidarietà e una volta constatate le nostre condizioni partirono per Terni non sò bene a cosa fare.
Morale della favola Mazzeo fù acquistato dal Perugia anche senza la nostra supervisione rivelandosi alla fine un buon giocatore, io portai il gesso al braccio destro per quaranta giorni, Ilario e Alessandro soffrirono le pene dell’inferno per tutta l’estate ed alla fidanzata di Alessandro occorse diverso tempo per riprendersi da quello spavento.
Questa è la cronaca di una notte di mezza estate al servizio del Grifo.
Mauro Viviani


