Il BURRASCOSO RITIRO DI ASTI
Eravamo partiti da Pisa per il ritiro di Asti consapevoli delle difficoltà che avremmo dovuto affrontare andando a giocare contro la vecchia signora del calcio italiano, la Juventus, sicuri nel contempo che la nostra squadra in quel momento avrebbe potuto creare difficoltà a chiunque.
L’Hotel Hasta di Asti è un Albergo costruito in un contesto naturale stupendo, oltre ad offrire confort, buona cucina e massima professionalità dispone di un campo di allenamento bellissimo raggiungibile direttamente dall’ hotel tramite un sottopassaggio.
Arrivammo ad Asti per l’ora di cena, il tempo non prometteva niente di buono, si respirava in seno alla squadra un certo nervosismo per cui dopo aver consumato una cena frugale, con insolita sollecitudine andammo tutti quanti a dormire. Il mattino successivo dopo una buona colazione, come era nostra abitudine io e Luca stilammo il programma organizzativo e tecnico della giornata, facemmo fare delle fotocopie dal segretario dell’ hotel e le consegnammo a Micheletti “il massaggiatore in seconda” il quale come ormai era solito fare le appese vicino alla porta degli ascensori in modo che i giocatori potessero prendere visione degli orari. Durante la notte aveva piovuto molto, fortunatamente in mattinata il tempo si era messo al bello e nonostante l’inverno incombesse non faceva neppure molto freddo, l’allenamento filò via liscio e senza intoppi, i giocatori erano concentratissimi e consapevoli che quella del giorno successivo sarebbe stata una gara molto difficile ma non certamente impossibile.
Una bella doccia e poi tutti a tavola, i gocatori dopo aver consumato il loro pasto in tempi brevissimi si congedarono e raggiunsero le loro camere. Lo staff tecnico dirigenziale invece continuò nella degustazione dei prodotti tipici piemontesi fino a quando la voce gracchiante del presidente disse:
Com’ è andato l’allenamento?
· Tutto bene rispose Luca, i giocatori sono motivati e vogliosi, sono sicuro che disputeremo una buona gara domani.
Il pranzo continuò, la proprietaria una giovane signora simpaticissima, ci stava facendo assaggiare numerose specialità piemontesi quando come un fulmine a ciel sereno entrò nella sala da pranzo Mariani “il primo massaggiatore” completamente trafelato:
· Presidente credo che Piovanelli domani non potrà giocare, mentre dormiva sembra abbia fatto un movimento brusco, tanto che adesso non può flettere un ginocchio.
L’ambiente che fino a quel momento era sereno in un attimo divenne incandescente, la faccia di Romeo si fece paonazza e inveendo contro tutto e contro tutti indisse immediatamente una riunione in una saletta attigua alla sala da pranzo alla quale partecipò tutto lo staff medico.
Fuori intanto la nebbia scesa improvvisamente rendeva l’ambiente molto triste, le urla provenienti dalla sala dove si stava svolgendo la riunione stavano rimbombando per tutto l’albergo, io mi fermai nella hall a leggere un giornale, non avevo voglia di andare in camera, poco dopo sopraggiunse il proprietario abbastanza seccato lamentandosi con me del baccano. Nonostante fossero trascorse alcune decine di minuti le urla provenienti dalla saletta non accennavano a diminuire, sentì distintamente la voce del Presidente.
· Micheletti mi vada a chiamare immediatamente Viviani!
Gli andai incontro, lo vidi letteralmente sconvolto.
· Meno male sei qui Mauro, venivo a cercarti, il Presidente ti vuole parlare subito.
mi ricordo che entrai quasi tremando nella saletta.
· Permesso mi stava cercando?
· Vada subito a svegliare Piovanelli e lo porti quà se necessario anche a calci nel culo!
· Vado subito Presidente.
Salì la rampa di scale con il cuore in gola, anche dalle camere dei giocatori si udivano distintamente delle urla, giunto nel corridoio vidi la porta della camera di Piovanelli leggermente socchiusa, entrai, Lamberto stava piangendo come un bambino
· Cosa è successo gli chiesi.
· Mister per colpa mia hanno licenziato Mariani “il massaggiatore”.
· Lamberto sono venuto a dirti che il Presidente ti vuole giù in riunione ti deve parlare.
· Gli dica che io non scendo!
Rispose urlando Piovanelli, tutti i miei tentativi per convincerlo furono inutili e così fui costretto a tornare verso quella maledetta saletta da solo.
· Dov’è Piovanelli?
· Presidente è in camera, ha una crisi di pianto e non intende scendere.
· Lei intanto visto che non è in grado di farsi ubbidire da un giocatore da martedì allenerà gli allievi, adesso salgo io!
Anconetani salì le scale sbraitando ed entrò come una furia nella stanza di Piovanelli, qualche urlaccio e uno spintone che fece cadere Lamberto sul letto furono sufficienti a calmarlo, il risultato di tutto questo putiferio fù che il massaggiatore tornò a Pisa accompagnato da Gabriele il magazziniere con un pulmino della società, io per poco non venivo licenziato e Piovanelli miracolosamente guarito il giorno dopo entrò regolarmente in campo, perdemmo due a uno dopo essere passati addirittura in vantaggio proprio con Piovanelli. Quello che accadde quel sabato pomeriggio, perché sono sicuro che qualcosa accadde, per me è rimasto un vero mistero.
brano tratto da “il signor nessuno e il presidente”

