Mauro Viviani Allenatore

tecnico professionista

Archivio per 20 Giugno 2009

Strategie societarie, settori giovanili si o no?

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpSat, 20 Jun 2009 06:21:49 +000021SabatoUTC, 2008

Mauro Viviani serieB Pisa sc

Esistono diverse scuole di pensiero al riguardo, ci sono infatti società di calcio che investono moltissimo nei settori giovanili, altre che preferiscono acquisire…..il prodotto finito.
Personalmente sarei per una via di mezzo, anche se questo comporta avere nei propri organici non solo dei buoni tecnici ma anche degli “osservatori” all’altezza della situazione.
Avendo svolto entrambe le mansioni per vari anni a livelli di serie A e B mi sento di affermare che una buona struttura societaria non solo si crea la possibilità di raggiungere nel tempo ottimi risultati sportivi ma anche e soprattutto benefici economici importanti.
Sebbene le variabili del calcio siano infinite, ritengo che una buona programmazione, che tenga obbiettivamente conto della realtà socio economica dove opera una società di calcio sia fondamentale per il futuro della stessa che orbiti nel campo professionistico o no.
Il problema a questo punto è quello di saper scegliere le persone giuste e collocarle al posto giusto, come in tutte le cose della vita, nel calcio non si improvvisa niente, se si lavora con criterio, serietà e programmazione gli obbiettivi prefissati prima o poi si ottengono, al contrario il fallimento è quasi certo.
Ad alti livelli esistono due esempi eclatanti: L’Udinese in serie A e l’Empoli in serie B.
L’udinese nel corso degli anni si è strutturata in modo tale da aver la possibilità di scandagliare attraverso una capillare rete di osservatori e alcune sale tv operative 20 ore al giorno, non solo il panorama calcistico giovanile nazionale ma addirittura quello mondiale. Infatti, tecnici preparati con l’ausilio delle parabole osservano le gare di tutti i campionati del mondo, appuntandosi i giovani più interessanti per poi andarli in seguito a visionare in…loco ed acquisirli per la prima squadra.
L’Empoli al contrario svolge una politica diversa, quella cioè di costrursi i propri giocatori facendoli crescere nel proprio vivaio attrezzato alla bisogna e condotto da tecnici all’avanguardia.
Questi due esempi servono a farci capire che dove c’è una politica societaria sana, concreta e seria, i problemi sono minimi, dove c’è improvvisazione invece il rischio di insuccessi è all’ordine del giorno.
Personalmente ho partecipato ai tempi in cui militavo nel Pisa all’acquisizione di giocatori del calibro di Mario Been nazionale olandese, Erik Larsen campione d’europa e capocannoniere con la nazionale di danimarca, Antonio Chamot nazionale argentino, Diego Pablo Simeone nazionale argentino, Francis Severeyns nazionale belga, tutti osservati e studiati per mesi nei loro paesi d’origine ed acquistati per un pugno di mosche, tutti hanno conquistato nel tempo tramite il Pisa la maglia della loro nazionale.
Conosco una società dilettantistica che con il suo settore giovanile riesce ad introitare anno dopo anno centinaia di migliaia di euro, come? Semplice, riesce a dare in prestito alle varie squadre della regione e non, diverse decine di giovani calciatori che non solo si valorizzano giocando ma portano alle casse della società per il semplice prestito cifre che grosso modo si aggirano sui 3000 € cadauno a campionato, i conti……..sono presto fatti!
Chiaramente i tecnici di questa società sono qualificati e assolutamente all’altezza della situazione in grado quindi di costruire attraverso una certa selezione ed un appropriato percorso didattico calciatori in grado di ben figurare.
Un invito quindi ai presidenti, dove ne esistono i presupposti, una sana e seria programmazione, tecnici e dirigenti all’altezza della situazione che remino tutti dalla stessa parte, una politica economica appropriata e buon ….divertimento.
continua……
Mauro Viviani

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