Mauro Viviani Allenatore

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ESSERE O NON ESSERE

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpMon, 23 Nov 2009 19:43:11 +000043LunedìUTC, 2008

ESSERE O NON ESSERE
Essere o non essere, da secoli questa riflessione rappresenta “l’eterno dilemma”.
In questi ultimi tempi spesso mi chiedo: Mauro, ma chi te lo fa fare?
Sono consapevole del lavoro che sto portando avanti tra mille difficoltà da circa tre mesi, sono consapevole anche di quello che posso trasmettere e conosco alla perfezione il materiale (calciatori) che mi è stato messo a disposizione.
Guardandomi intorno però mi rendo conto che qualcuno non se ne capisce il motivo, cerca sempre e comunque il pelo nell’uovo, questa cosa onestamente mi fa imbestialire.
E’ facile a bocce ferme, a risultato acquisito fare commenti e pontificare come si usa fare nelle osterie dopo una partita di briscola e tressette : se mettevi il re, se andavi liscio ecc, troppo comodo cari signori miei.
Sarebbe bello invece che ognuno facesse il proprio mestiere senza voler forzare situazioni
o cercare di mettere il bastone tra le ruote a chì mette in campo tutta la sua professionalità per cercare di far bene.
Tutto questo oltra a farmi riflettere mi fa pensare che in questo momento la pazza squadra che sto allenando
ha bisogno di me, della mia esperienza e del mio modo di essere e quindi inevitabilmente mi ritorna
in mente questa domanda: essere o non essere, vedremo, certo è proprio dura!
Quello però che mi fa star bene è che domani mattina quando come al solito davanti allo
specchio mi farò la barba, potrò guardare tranquillamente la mia faccia, cosa che sicuramente a
qualche personaggio che mi gira intorno, risulterà molto difficile senza provare vergogna.
Con questo forza e avanti ragazzi, continuate così ragazzi.
Il vostro Mister.

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La conta dei Barili

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpFri, 20 Nov 2009 17:49:17 +000049VenerdìUTC, 2008

LA CONTA DEI BARILI DI PAOLO CIMAROLI
Viviani perde i baffi, acquista un’aria sbarazzina, uno sguardo furbino, modifica poco e raccoglie molto.
Ha trovato il modo di far rendere al massimo Ninetto e tutto fila per il verso sperato. Abbassa lo sguardo aeo…!L’anarchico livornese pensa ai barili*, ed intanto mantiene l’ambiente sereno e tirato ad un tempo.
La barra della fortuna sembra sorridergli, ma lui non si eccita più del dovuto, continua a macinare battute e visionare cassette.
Tutto prende forma nel rallenty della sua memoria, che taglia e cuce come una moviola. Prende atto che poche possono essere le modifiche da fare in corsa, ma da buon meccanico monta e rimonta bulloni, lucida scocche ingrassa gli ingranaggi e spera.
Vuole giocarsi tutte le carte, non passa la mano, vuole vivere fino in fondo la sua grande occasione. Dovrà convincere i suoi, attaccarli alle caviglie degli avversari, a dare l’anima.
Il Venezia ed il Lecce sono ricordi passati, non contano oggi. Aggressivi e taglienti in marcatura, attenti e lucidi nel non dare spazio ai contropiede cesenati, concreti e spietati sotto misura, solo così si può battere il Cesena. Cogliendo l’attimo, vivendo alla giornata, lottando su ogni pallone, si può ancora accendere la tenue luce della speranza.
Luce lontana, quasi un riflesso aleggia fra una battuta e un sorriso nello sguardo do Mauro, Napoleone d’Elba, mozzo di stiva, che con metodo e calma ha iniziato la conta dei barili.
Vento in poppa, capitano mio capitano. Le vele che distinguiamo appena all’orizzonte non filano così veloce, è questione di punti, troppi? Forse.
Ma questo non autorizza nessuno a battere la fiacca, anzi. Barili, alberi, palloni e scocche, velieri agili e robusti mercantili si incrociano, teniamoli sottovento e forse entreremo anche noi in porto.

All’isola d’Elba i vecchi scaricatori di porto spesso usano dire: i barili si contano alla fine.
Questo articolo nasce da una mia intervista rilasciata a Bergamo dopo un Perugia vs Atalanta terminata 2 a 2 dove alla domanda: mister ci crede veramente in questa promozione in serie A?
risposi: I barili si contano alla fine!

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Il viaggio nella nebbia

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpFri, 20 Nov 2009 10:13:44 +000013VenerdìUTC, 2008

Un racconto tratto dal libro “Il Signor Nessuno e il Presidente” scritto da Mauro Viviani ed edito dalla Geo edizioni www.bibliotecadelcalcio.com di Carlo Fontanelli di Empoli.

Gli acquisti novembrini di Massimo Nobile punta dall’Udinese, Aldo Algarotti punta dal Pisa, Scotti difensore dal Mantova e Viviani fluidificante dal Genoa stavano iniziando a fare la differenza e la distanza dalla vetta della classifica si era notevolmente ridotta. Quella domenica a Treviso era in programma una partita importantissima per noi che purtroppo, nonostante una bellissima prestazione riuscimmo solo a pareggiare, giocammo talmente bene che i nostri avversari che erano primi in classifica e giocavano in casa accolsero il triplice fischio dell’incertissimo arbitro con gesti di vero e proprio tripudio. Nel nostro spogliatoio i mugugni e le imprecazioni di disappunto avevano fatto sì che l’atmosfera fosse diventata abbastanza pesante, in questo contesto il nostro bravo massaggiatore Tonino reso quasi invisibile dal vapore delle docce, stava cercando di portare un po’ di sollievo a tutti offrendo un bicchiere di thè bollente, quando, Romeo Anconetani raggiante come non mai fece il suo ingresso in quell’angusto stanzone, il suo volto paonazzo era il fedele testimone del freddo pungente che c’era all’esterno.
· Bravi ragazzi, ho apprezzato molto il vostro impegno e nonostante il pareggio, per dimostrarvi la mia riconoscenza per quello che state facendo pregherò Pastorello di darvi il premio doppio.
Quelle parole furono senza dubbio il toccasana per stemperare la tensione accumulata, immediatamente il nostro esperto capitano si legò un asciugamani alla vita e dopo essere salito con un balzo felino sul lettino dei massaggi iniziò a scandire i suoi famosi slogan ai quali ci unimmo immediatamente tutti facendo letteralmente tremare le pareti dello spogliatoio.
In quella squadra militavano quattro livornesi, il sottoscritto, Alfredo Gabriellini, Roberto Salvini e Aurelio Filippi, il nostro allenatore Franco Meciani e il portiere Alessandro Franceshi invece erano pisani purosangue, nonostante questo e le continue battutacce ci volevamo un gran bene ed eravamo molto legati tra noi. Un paio di volte al mese Meciani tornava a Pisa e naturalmente visto che eravamo perennemente squattrinati ne approfittavano per ottenere un passaggio, in quella circostanza ci eravamo superati riempiendo il portabagagli della sua Giulia T Alfa Romeo fino all’inverosimile, a scombinare i nostri programmi comunque ci pensò Romeo Anconetani che autoinvitandosi all’ultimo istante, ci costrinse a fare la conta per stabilire chi di noi avrebbe dovuto cedergli il posto, lo sfortunato si fa per dire, fù Roberto Salvini che inveendo contro tutto e tutti al momento della partenza ci augurò le più tragiche sciagure. Dopo aver salutato i nostri compagni e i dirigenti della squadra raggiungemmo l’auto che un amico del mister aveva portato fino allo stadio di Treviso e partimmo alla volta di Pisa. Romeo nonostante il pareggio era euforico, gli aneddoti e gli sfottò nell’abitacolo ella Giulia T si stavano sprecando quando sfortunatamente dopo aver percorso alcuni chilometri cominciammo a notare lungo la strada dei grandi banchi di nebbia, ben presto purtroppo ci rendemmo conto che più andavamo avanti e più la nebbia si infittiva, fortuna volle che una volante della polizia stradale, vedendo la lunga coda di auto che nel frattempo si era formata si trasformasse in apripista accompagnandoci fino all’uscita autostradale di Vicenza dove Romeo Anconetani prendendo in mano la situazione decise saggiamente che proseguire in treno sarebbe stata la cosa migliore da fare. Meciani che non sembrava condividere molto quella presa di posizione dovette arrendersi all’evidenza lasciando l’auto in un parcheggio a pagamento nei pressi della stazione. Dopo aver camminato per alcune centinaia di metri carichi come muli da soma entrammo nell’ androne della stazione di Vicenza, il grande tabellone elettronico indicava che il primo treno utile per Firenze sarebbe partito dopo circa tre ore, visto che eravamo letteralmente affamati e che il tempo certo non mancava decidemmo di andare a mangiare qualcosa. Il ristorante della stazione era ancora semivuoto, infatti non facemmo in tempo a sederci che un solerte cameriere si avvicinò al nostro tavolo a prendere l’ordinazione.
· Buonasera signori cosa desiderate mangiare?
· Siamo a Vicenza quindi democraticamente decido io, mangeremo baccalà alla vicentina.
· Perfetto, e da bere?
· Ci porti pure due bottiglie d’acqua minerale e una brocca di vino bianco.
Disse Romeo.
Da quel preciso istante il distinto cameriere si eclissò dal ristorante dando così inizio ad un’assurda attesa scandita dall’ossessionante tic toc di un grande orologio collocato proprio alle nostre spalle, a quei tempi non conoscevo Romeo Anconetani anche se qualcuno mi aveva raccontato diversi aneddoti riguardanti il suo carattere vulcanico. Era trascorsa quasi un’ora quando.
· Franco se non si decidono a servirci và a finire che mi arrabbio.
· Stia calmo Romeo, vedrà che tra poco qualcuno si farà vivo.
Alfredo Gabriellini che da buon livornese faceva della polemica il sale della sua vita.
· Sig.Anconetani secondo me a quel cameriere gli stiamo antipatici altrimenti non si spiegherebbe come i signori del tavolo di fronte hanno già finito di cenare nonostante siano arrivati mezz’ora dopo di noi.
Non l’avesse mai detto, Romeo forse aspettava solo quella scintilla per prendere fuoco, si alzò in piedi e chiamò a gran voce l’ignaro cameriere che nel frattempo aveva ripreso servizio investendolo con un vero e proprio uragano di insulti.
· Mi dica signore.
Disse ingenuamente il cameriere
· Mi chiami immediatamente il gestore di questa specie di ristorante, voglio chiedergli se si rende conto o no, di essere il capo di una massa di incapaci!
Nel frattempo incuriositi da quel parapiglio si era radunato intorno al nostro tavolo un discreto numero di viaggiatori compresi alcuni agenti della Polfer.
· Buonasera signore, ha chiesto di me? Cosa stà succedendo?
Disse il gestore a Romeo.
· Sta succedendo che quel cameriere ci stà prendendo in giro da più di un’ora e se lei non lo licenzia in tronco io compro per sfizio la stazione di Vicenza e vi mando a lavorare tutti e due in Sardegna ha capito?
Mentre il povero Meciani cercava di riportarlo alla calma ricevendo a sua volta una valanga di offese, io, Gabriellini e Filippi sgattaiolammo verso il bar dove finalmente riuscimmo a mangiare un paio di toast, dopo alcuni minuti ci raggiunsero anche Romeo e Meciani che a loro volta mangiarono dei panini, stavamo ancora discutendo dell’accaduto quando la voce metallica di un’ altoparlante annunciò l’arrivo del direttissimo Mestre – Firenze. Il treno fortunatamente era quasi vuoto, per cui non fù difficile trovare un’ intero scompartimento tutto per noi, Romeo che nel frattempo si era tranquillizzato non tardò molto ad appisolarsi e gli altri lo seguirono a ruota, io estrassi dal borsello un quaderno ed iniziai a scrivere l’ennesima pagina del mio diario. Purtroppo quel campionato se lo aggiudicò il Treviso che alla lunga dimostrò di avere qualcosa più di noi, l’unico vero rammarico fù la sconfitta subita nello scontro diretto contro il Treviso giocato a Rovereto al quale contribuì in maniera determinante la giornata non particolarmente felice nella quale incappò l’arbitro il sig. Bergamo di Livorno “sic”. La società comunque dimostrando di aver apprezzato la mia professionalità mi confermò anche per la stagione successiva. Romeo Anconetani al contrario lasciò il Rovereto complici alcune incomprensioni sorte con il Presidente G.B Pastorello ed iniziò una collaborazione con la Nocerina squadra militante nel girone sud della serie C1, Romeo insistette molto affinché lo seguissi assieme ad Alfredo Gabriellini ma la cifra sparata dal Rovereto unita al fatto che onestamente mi ero trovato benissimo resero impossibile quel trasferimento per cui nonostante la stima reciproca per qualche anno ci perdemmo di vista e i nostri contatti si ridussero allo scambio degli auguri di Buon Natale e Buona Pasqua.

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CARI ARBITRI, MA CHE VI ABBIAMO FATTO?

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpSun, 15 Nov 2009 23:14:26 +000014DomenicaUTC, 2008

CARI ARBITRI, MA CHE VI ABBIAMO FATTO?

In tanti anni di carriera dalla serie A alla seconda categoria sia da calciatore che da allenatore, non mi sono mai permesso di giudicare l’operato di un arbitro o di un suo assistente.
Personalmente sono convinto che basterebbe una buona dose di umiltà e di buon senso per far si che questi ” ragazzi ” riuscissero nell’impresa di non complicarsi e non complicare la vita agli altri .
Oggi pomeriggio presso lo stadio salotto Farabbi di Valfabbrica a sconto dei peccati che sicuramente ho commesso nel corso della mia vita sportiva e non, mi sono veramente arrabbiato, ma come è possibile non vedere due rigori netti, fischiare per ben 99 minuti a vanvera rovinando una bellisssima partita con un’arroganza che secondo il mio modesto parere non ha la benchè minima giustificazione? Vergogna!!!!!!!!
Non inganni questo mio sfogo che non è frutto di una giornata storta della terna arbitrale, è infatti dall’inizio del campionato che la mia squadra viene tartassata da questi signori “rigori non concessi, rigori inesistenti fischiati contro, fuorigioco assurdi, espulsioni ed ammonizioni a gogò ecc.” Basta per favore!
Sia chiaro, non voglio creare alibi a nessuno ma per piacere, se siete in buona fede svegliatevi una volta per tutte, non cerhiamo regali da nessuno ci mancherebbe ma nel contempo non vogliamo neppure essere penalizzati quasi chirurgicamente partita dopo partita. Intanto domenica prossima saremo costretti ad affrontare una difficile gara in trasferta senza due giocatori importantissimi per la nostra squadra, Grazie da un allenatore molto scontento del vostro comportamento!!!!!!!
Mauro Viviani

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FORZA VECCHIO VALFABBRICA

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpFri, 13 Nov 2009 23:29:46 +000029VenerdìUTC, 2008

La mia squadra pazza, credo fortemente in questo gruppo, oggi pomeriggio lo spogliatoio oltre al classico odore della canfora emanava qualcosa di stranamente effervescente ed indecifrabile, i giocatori accalcati sulle panche in silenzio assoluto ascoltano con la massima attenzione. Ripassiamo i compiti ruolo per ruolo, reparto per reparto e le nostre strategie, purtroppo, strategie proletarie mentre il Bruno, il nostro fido magazziniere come al solito urla ..al nulla. Domenica prossima affronteremo una delle reginette del campionato, la Tiberis Montecorona, una squadra costruita per vincere il campionato con soldi veri “Emanuele Filiberto” docet!
Siamo consapevoli che l’impresa di conseguire un risultato favorevole sarà ardua ma sappiamo altresì, che è speciale come ci prepariamo, è speciale come ci allleniamo ed è speciale soprattutto la nostra stima reciproca.
Ho parlato a lungo questo pomeriggio visto che il mio piu grande desiderio in questo momento è quello di trasmettere a questo gruppo di “matti”, tutto quello che in tanti anni di calcio ho appreso da grandi maestri e non, schemi, tattiche e ancora schemi, cercando di infondere certezze che onestamente ancora non ho. Dopo l’urlo propizionatorio capace di far letteralmente tremare i muri dello spogliatoio: siamo uniti si o no! SI!!!!!! Proviamo a vincere si o no! SI!!!!!! Usciamo dagli spogliatoi e visto che Il campo principale non è praticabile in quanto lo stanno facendo bello lisciando e rasando i fili d’erba che i nosti campioni, calpesteranno domenica prossima, scendiamo nel campo sussidiario in terra battuta che a conti fatti è tanto brutto che più brutto non si può, chiaramente i nostri fuoriclasse non gradiscono e così per far trovare loro la concentrazione devo alzare la voce.
L’allenamento adesso fila via liscio, gli schemi impegnano i ragazzi in maniera assoluta consapevoli che domenica il nostro compito sarà veramente …arduo. Nel frattempo i nostri solerti dirigenti hanno organizzato presso gli impianti del centro sportivo una cena spartana a base di bruschetta, salumi e polli arrosto. Abituato a comportamenti più sofisticati a tratti mi sento imbarazzato ma vivaddio; Tella che fà un grande casino, Persichini e Costantini che mangiano come se non vedessero cibo da anni, Mambrini (l’unico giocatore al mondo) in questo momento ad aver contratto l’influenza suina che vuole assolutamente allenarsi domani mattina alle 9.30, Bizzarri al quale hanno spostato l’auto dopo avergli rubato le chiavi dalla tasca del giaccone, Treglia che mi chiede le patate arrosto, una ragazza rumena che a fine cena si deve sorbire le attenzioni di una ventina di invasati. Questo è il Valfabbrica che piaccia o no.
Domani mattina allenamento di rifinitura, Cesarini che forse arriverà allo stadio con il pulmino giallo del comune mi ha promesso che farà una grande partita, Pastorelli ha tolto il gesso ad una mano dopo “117″ giorni forse ci farà il piacere di giocare una partita, adesso si è fatto tardi, sono a casa e mentre cerco di accendere il camino penso che forse, incredibile ma vero mi stò innamorando sempre di più di questa banda di scalcinati della quale io mi reputo il padre putativo, forza dunque vecchio Valfabbrica, mi piaci, giochi molto bene, hai idee e forse con un pochino di attenzione in più …………….!
Domenica l’ardua sentenza, sono con voi banda di pazzi, il vostro Mister
Mauro Viviani

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Lettera aperta ad Andrea Fortunato

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpWed, 11 Nov 2009 11:28:37 +000028MercoledìUTC, 2008

Caro Andrea,
faceva un freddo cane quella mattina quando alla fine dell’allenamento fui contattato telefonicamente da Adolfo Anconetani, figlio del grande presidente.
“Mauro, mi faccia una cortesia, venga in sede, devo parlarle” Visto che il campionato di serie B la domenica successiva osservava un turno di riposo, Adolfo mi affidò il compito di andare a Como, per visionare un giovane difensore, Andrea Fortunato, che in serie C stava facendo molto bene.
“Cerchi di capire se questo giocatore potrebbe fare al caso nostro per la prossima stagione”.
La prenotazione presso l’hotel Barchetta di Como predisposta da Cristina, la solerte segretaria del Pisa Sporting, era giunta come sempre puntuale e il ristorante che mi aveva consigliato la signora Pieretta, proprietaria di Villa delle Rose, dove spesi una fortuna, non era molto lontano dall’hotel; una breve escursione in motoscafo nonostante il freddo pungente mi fece trascorrere un sabato inusuale, senza le tensioni della partita in completo relax.
La domenica mattina dopo una buona colazione, la rituale passeggiata lungo lago, le caldarroste, un aperitivo, qualche telefonata fatta e ricevuta, un pranzo abbastanza frugale vista l’abbuffata di pesce (di lago e non) della sera prima, (e poi) finalmente mi recai allo stadio, dove si giocava Como vs Modena valevole per il campionato di serie C, spalti gremiti e un freddo cane.
Riconobbi Andrea già durante il riscaldamento pre gara, il tempo di salutare qualche amico e via, la partita ebbe inizio.
Di questo giocatore rimasi impressionato dalla facilità di corsa, dalla sua personalità e dal suo sinistro preciso e tagliente, disputò una buona gara e naturalmente la mia relazione fu estremamente positiva infatti l’anno successivo Andrea era il terzino sinistro del Pisa in serie A.
Campano atipico, bravo ragazzo e gran professionista, disputò un gran campionato, e l’anno successivo fu acquistato dal Genoa da dove l’anno successivo approdò nientemeno che alla Juventus.
Qualche anno ci incontrammo allo stadio Curi di Perugia, venne a salutarmi ma se non mi avessero detto chi era, non lo avrei certamente riconosciuto: la leucemia e le chemioterapie lo avevano trasformato. Ci abbracciammo e non nego che dovetti trattenermi per non piangere.
” Mister, se guarisco voglio venire con lei”.
Il Presidente Luciano Gaucci che era vicino a noi, senza alcuna esitazione gli promise ”Andrea, l’anno prossimo ti giuro che ti porto a Perugia”.
La sera successiva Andrea mi invitò a cena, aveva preso in affitto un appartamento a Perugia, dove vi era una clinica specializzata per la cura della leucemia. Ci preparammo un piatto di spaghetti e una bistecca, parlammo fino a tarda notte ricordando le vicissitudini di quando eravamo al Pisa. Un forte abbraccio ed un arrivederci a presto suggellò la nostra rimpatriata.
Purtroppo, improvvisamente dopo qualche giorno Andrea…… ci lasciò.
Ciao Andrea, se qualcosa esiste, sono sicuro che quando sarà il momento ti raggiungerò e come sempre sarò il tuo martello, ti romperò le scatole per farti ancora migliorare, non a caso ti ho preso in serie C e ti ho lasciato in Nazionale.
Ciao ti voglio bene!
Mister Viviani ” o pazzo” come amavi definirmi per le numerose sfuriate che spesso mi costringevi a fare.

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amici miei………….che culo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpThu, 05 Nov 2009 23:59:56 +000059GiovedìUTC, 2008

CHE CULO!!!!!!!!
Forza grande Inter, ma che fai? Vuoi farmi morire di mal di cuore? Ma come è possibile che ti presenti ad una partita determinante come quella di ieri a KIEV nello stato comatoso del primo tempo?
Una squadra femmina, brutta, senza personalità, completamente messa sotto tatticamente, fisicamente e psicologicamente dai modesti Ucraini per tutta la durata del primo tempo durante il quale noi poveri tifosi, impotenti osservatori di un disastro calcistico non sapevamo più che santo pregare.
Il fischio che decretava la fine della prima frazione di gioco sicuramente ha fatto tirare un sospiro di sollievo al grande e oltremodo paziente popolo nerazzurro, così mentre i nostri eroi si avviavano mestamente verso i gelidi spogliatoi dello stadio Lobanosky di Kiev osservando un primo piano della faccia del nostro grande allenatore ho pensato: adesso Mourinho attuerà qualche mossa tattica e sicuramente riuscirà a cambiare la partita.
Mai profezia fù così azzeccata, intanto, mentre le squadre fanno il loro ingresso in campo un salutare caffè mi rimette al mondo. Come volevasi dimostrare, due sostituzioni per l’Inter, due sostituzioni alla fine rivelatisi giuste ma che in quel momento avrebbe potuto pensare solo un allenatore dell’oratorio S. Filippo Neri, incredibile ma vero, quelle mosse, assolutamente illogiche si rivelano azzeccatissime aiutate oltremodo dall’immobilismo tattico del tecnico della Dynamo, bravo quindi grande Mourinho, ti auguro da tifoso di continuare così, fai pure le tue sostituzioni (dove coio coio) basta che alla fine il tuo immenso….sapere calcistico ci faccia vincere la coppa.
Io non ho la benchè minima possibilità di diventare un giorno presidente di una qualsiasi squadra ma credimi, non ti ingaggerei mai, non mi piace il modo in cui ti poni, il modo con il quale gestisci le varie situazioni e le tue sostituzioni alla viva il parroco che forse, riportano il gioco del calcio ad una attività puramente ludica e casuale, quello comunque che non torna in tutto questo è il tuo guadagno spropositato “13 milioni di euro a stagione” ed allora io mi chiedo: ma in che mondo stiamo vivendo?
Nonostante tutto Forza Inter e ai tifosi dico: che Dio ce la mandi buona e ….senza vento!!!!!!!!!!!
PENSATECI BENE, CHE CULO RAGAZZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Strano il mio destino

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpFri, 23 Oct 2009 09:56:06 +000056VenerdìUTC, 2008

STRANO IL MIO DESTINO

STRANO IL MIO DESTINO

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LETTERA APERTA AI GENITORI DEI CALCIATORI IN …ERBA

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpThu, 22 Oct 2009 21:00:24 +000000GiovedìUTC, 2008

Lettera aperta ai genitori dei giovani calciatori.
Spesso la domenica girovagando nei vari campi di periferia nella veste di osservatore sempre proteso alla ricerca di giovani talenti mi capita di imbattermi in veri e propri invasati\e: i genitori dei calciatori in erba.
Anche se non vorrei fare di tutta l’erba un fascio nel tempo ho avuto la possibilità di constatare che una buona percentuale di queste persone stimate e rispettate nella vita privata la domenica mattina riescono a trasformarsi radicalmente.
Ma cosa può spingere questi\e signori\e a urlare a squarciagola per 90 minuti inveendo contro tutto e contro tutti per una partita di calcio?
Non saprei, forse le aspettative che nutrono verso i loro pargoli, personalmente non ho mai condiviso questi comportamenti, infatti ritengo estremamente deleterio il voler responsabilizzare a tutti i costi i figli -che magari giocano solo perché questo li diverte fregandosene altamente di fare carriera-, ma chi l’ha detto poi, che tutti quelli che iniziano a giocare a calcio devono diventare per forza calciatori professionisti?
Sappiate cari genitori, che le statistiche ci dicono che ogni 50.000 giovani che iniziano a giocare uno solo arriva in serie A, quindi!
State calmi vi prego, non vi fate abbindolare da false promesse di mestieranti che da sempre vivono illudendo sia i ragazzi che i genitori, lasciate giocare liberamente i vostri ragazzi, lo sport se fatto seriamente facilita la crescita sia fisica ch psicologica, il calcio è una grande palestra dove si impara a convivere e quindi gestire sia la sconfitta che la vittoria, a rapportarsi con gli altri ed a scoprire i propri limiti, tutte cose che torneranno sicuramente utili nel corso della vita.
A margine di ciò fa la sua apparizione la figura austera del procuratore, che tutto sa e tutto può, attenzione, questi personaggi anche se nella maggior parte dei casi sono assolutamente in buona fede, possono provocare nei ragazzi aspettative che a lungo andare possono incidere negativamente sulla psiche dei ragazzi, quindi un consiglio :prima di affidarsi ad uno di loro pensateci molto ma molto ….bene.
Una partita di calcio a qualsiasi livello rappresenta per i protagonisti un esame, chi ha detto che tutti coloro che vi si cimentano siano in grado di affrontare questo esame con la stessa concentrazione, con la stesa forza ed abilità domenica dopo domenica per anni e anni?
Come in tutte le cose della vita esiste una selezione naturale, chi riesce a superarla, a prescindere dalla bravura, dalle conoscenze e dalla casualità si può dire che è un predestinato.
Mettetevi quindi l’animo in pace cari genitori, non rompete oltre modo le scatole ai poveri allenatori e lasciate giocare liberamente i vostri ragazzi, chissà che la ruota della fortuna non …bussi un giorno alla vostra porta!
Forza e avanti!
Viva il Calcio.

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STADIO TARDINI: ANDATE A LAVORARE!!!!!!!!!!!

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpThu, 15 Oct 2009 12:27:01 +000027GiovedìUTC, 2008

Tutti gli addetti ai lavori del calcio conoscono benissimo questo adagio: chi vince è un bravo ragazzo, chi perde è una testa di cazzo!.
Dico questo dopo aver ascoltato le dichiarazioni/ sfogo che Lippi il commissario tecnico della nazionale italiana ha fatto, a caldo, ai microfoni della Rai : sono incazzato nero, questo pubblico mi ha rotto le palle!
Da questo deduco che il nostro allenatore pur non perdendo (andandoci sinceramente molto vicino), avvalori l’adagio sopracitato.
Nonostante tutto però ho condiviso anche se in parte lo sfogo di Lippi mentre sono rimasto sorpreso negativamente dall’atteggiamento dei “pochi” tifosi accorsi ad assistere alla gara della nazionale delusi forse più dalla formazione iniziale che dal gioco espresso.
Se non avessi avuto l’opportunità di vedere la partita avrei certamente pensato ad un accomodamento del risultato che prima ha fatto sognare Cipro, dopo ha visto il nostro Gilardino segnare una tripletta tanto bella quanto onestamente …sospetta.
Le mie congratulazioni all’Italia e al suo commissario che indubbiamente ha dimostrato di non aver rivali per quanto concerne la gestione del gruppo e un applauso anche ai bravi giocatori di Cipro che hanno giocato un primo tempo storico.
Una tiratina d’orecchie al pubblico parmigiano che non ho ben capito che tipo di partita si aspettasse di vedere vista la qualificazione ai mondiali 2010 raggiunta e con la squadra messa in campo, inizialmente.
Un bravo a Marcello Lippi che, forte dei risultati ottenuti ha espresso, in conferenza stampa, i suoi pensieri senza peli sulla lingua, cosa abbastanza rara nel mondo pallonaro
Risulta comunque evidente che le seconde linee di questa squadra non sono all’altezza della situazione quindi occorrerà un grande lavoro dei collaboratori tecnici del mister per mettergli a disposizione non solo i giocatori più bravi ma anche quelli più in forma.
Forza Lippi! toscano di sabbia “da non confondere con i toscani di scoglio” questa volta sono con te anche se non sono sicuro che in caso di sconfitta avresti esternato la tua incazzatura con altrettanta forza.
Per il momento godiamoci questa qualificazione, in fondo nella vita e nel calcio ci vuole fortuna e il nostro commissario sicuramente ne possiede molta, quindi, anche grazie a questa sua dote suggerisco di tenercelo stretto.
Una considerazione; appurato che molte delle nostre seconde linee non sono all’ altezza del loro compito, non vedrei niente di male nel fatto che alcuni di loro provassero almeno per un giorno a recarsi in una qualsiasi fabbrica, come consigliato caldamente e a gran voce dai tifosi parmigiani. Personalmente renderei partecipe di questa iniziativa anche il nostro vituperato selezionatore il quale, credetemi ..in fondo ha visto un bel mondo!
Forza Azzurri

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