Mauro Viviani Allenatore

tecnico professionista

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A piedi nudi al Santuario della Madonna di Montenero

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpSun, 01 Feb 2009 22:08:07 +000008DomenicaUTC, 2008

Avevamo brillantemente vinto contro la Roma, una gara fondamentale che aveva riacceso una lieve fiammella di speranza  nella delicata lotta per non retrocedere dalla serie A.
La vigilia di quella gara era stata come al solito abbastanza movimentata, Luca Giannini che al di là di quello che qualcuno poteva pensare, non era solito lasciarsi condizionare nelle scelte tecniche, aveva risposto picche a qualche imput piovuto dall’alto e questo significa che:  se non avessimo vinto, sarebbero stati guai seri! Fortunatamente al termine di 90 minuti al cardiopalma giunse sospirata vittoria. Subito dopo il termine della partita il Presidente come era solito fare entrò venne negli spogliatoi, era entusiasta e dopo essersi complimentato con i giocatori ad uno ad uno, invitò Luca e il sottoscritto a cena da Emilio “Grande personaggio e tifoso storico del Pisa”. Come spesso accadeva telefonai a mia moglie e la avvertì che quella sera sarei rincasato molto tardi, dopodiché mi recai da Luca dove dopo aver assistito ad una famosa trasmissione sportiva ci recammo al ristorante dove trovammo il Presidente già a tavola, con lui la signora Titina e il figlio Adolfo con la moglie Costanza e il figlio più piccolo Matteo.
• Ecco Cric e Croc, è possibile che non riusciate mai ad essere puntuali voi due? Comentò il Presidente al nostro ingresso nel locale.
Dopo aver salutato tutti ed esserci scusati “sic”, ci sedemmo, avevamo vinto e Romeo quando il Pisa vinceva era rilassato per cui la serata filò via liscia,  giunto il momento dei saluti però, il Presidente chiamandoci in disparte:
• Ragazzi, devo sciogliere un voto per cui democraticamente, ho deciso che  domani mattina andremo a Montenero. Luca l’aspetto a casa,  si metta d’accordo con Mauro per l’orario.
Luca un pò interdetto:
• Và bene Presidente, la passo a prendere verso le nove.
• Alle nove dobbiamo essere di ritorno cane, io ho da fare cosa crede, non sono mica un pelandrone come voi, faccia conto che alle sei precise ci dobbiamo trovare in piazza delle carrozze a Montenero.
• Presidente io abito a cinque minuti dal Santuario che ne dice se mi faccio trovare la!
• Se lo dimentichi, partiremo tutti e tre da Pisa.
Alle cinque e mezzo precise suonai al campanello di Luca, il tempo di bere un caffè che Paola la moglie ci aveva preparato e via dal Presidente che trovammo puntualissimo fuori dal cancello di casa, fresco come una rosa. Partimmo così alla volta di Montenero dove Luca riuscì a parcheggiare nei pressi della piazza delle Carrozze. Io e Luca pensavamo naturalmente di salire al Santuario con la funivia quando Romeo, con la sua voce più gracchiante del solito:
• Togliamoci le scarpe ragazzi saliamo a piedi scalzi altrimenti il voto non vale.
• Sta scherzando Presidente?

rispondemmo io e Luca.
• non sto scherzando affatto, fate quello che ho detto alla svelta e andiamo, siamo in ritardo, per fortuna non ho la vostra età altrimenti non so come farei!
Garantisco che fare quella salita senza soste è veramente faticoso, ebbene il Presidente tenne il nostro passo fino alla sommità del Santuario. Giungemmo alla chiesa che trovammo aperta e deserta letteralmente trafelati,  una giovane suora vedendoci  entrare senza scarpe e vista l’ora abbastanza inconsueta ci venne incontro e ci chiese gentilmente se avessimo bisogno di qualcosa, dopo averla rassicurata e ringraziata ci dirigemmo verso l’altare maggiore dove, dopo qualche minuto di raccoglimento Romeo ci pregò di accendere il cero più grande che fossimo riusciti a trovare, fatto questo, rimanemmo alcuni minuti in raccoglimento pregando la Madonna affinchè intercedesse!? Per la salvezza del Pisa.
Ad un cero momento il Presidente estrasse da una tasca della giacca una busta e me la porse.
• Mauro prenda, la consegni alla suora che abbiamo incontrato prima, contiene dei soldi per opere di bene.
Quella busta conteneva un milione di lire, la suora ci ringraziò commossa  accompagnandoci all’uscita di quel luogo benedetto. Fortunatamente nessuno a Livorno era stato messo al corrente di questa iniziativa, altrimenti chissà di quali sfottò saremmo stati fatto oggetto, visto che in città non mancano certo i buontemponi. Iniziammo lentamente la discesa verso la piazza, mentre per la salita tutto era filato liscio a parte la fatica, la discesa risultò talmente ripida che ci costrinse a prendere il Presidente sottobraccio, le calze ormai logore iniziavano a darci fastidio così decidemmo di togliere anche quelle e gettarle in un bidone della spazzatura, mai decisione fù più sbagliata, quando arrivammo in piazza  avevamo i piedi pieni completamente ricoperti di vesciche.
Decidemmo di fare colazione, appena entrati in un bar aperto da pochi minuti dove gli assonnati  astanti, riconobbero immediatamente il Presidente facendolo bersaglio di battute polemiche. Come volevasi dimostrare il nostro pellegrinaggio non era passato inosservato, infatti il giorno successivo ne parlarono tutti i giornali,  persino il Vernacoliere un settimanale satirico non propriamente delicato che mise in risalto il nostro pellegrinaggio con un articolo molto simpatico anche se  un pochino …pesante!
Quando arrivammo a Pisa erano quasi le nove, accompagnammo il Presidente in sede e liberi come farfalle andammo incontro alla nostra meritata giornata di riposo. Purtroppo per conquistare l’agognata salvezza non bastò neppure chiedere l’intercessione alla Madonna di Montenero, evidentemente in quei momenti la Signora aveva cose ben più gravi a cui pensare e onestamente detto tra noi, quella squadra ( il Pisa) non era sufficientemente attrezzata per poter realizzare quel sogno.

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VERGOGNA!

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpTue, 20 Jan 2009 18:46:28 +000046MartedìUTC, 2008

Pensate che questa sia Demagogia?

In questi giorni ho seguito la vicenda del calciatore del Milan Kakà ed a prescindere da come sia andata a finire, mi sono sentito umiliato prima come uomo e dopo come sportivo.
Come uomo mi sono sentito umiliato, quando nel corso di un telegiornale nazionale è stato trasmesso un servizio che commentava una manifestazione tenutasi a Milano, questo servizio mostrava migliaia di tifosi inferociti che minacciavano atti di violenza,  contro colui che si fosse permesso di ….cedere il calciatore.  Pur nel rispetto delle idee altrui mi chiedo : ma come è possibile che a dispetto della grande crisi economica in atto con centinaia di migliaia di famiglie, che rischiano di finire in mezzo ad una strada, ci siano così tanti scalmanati che partecipano ad una manifestazione del genere?
Come sportivo, visto che bene o male  ho sempre vissuto di calcio, mi sono invece chiesto come  un calciatore pur bravo che sia, possa guadagnare e far guadagnare fortune del genere. Attenzione, non vorrei essere frainteso, anch’io da bravo italiano simpatizzo da sempre per una squadra di calcio e, sò benissimo che  un italiano può tranquillamente cambiare moglie e fede politica ma mai e poi mai cambierà la squadra del cuore, nonostante questo perdonatemi, ritengo questi eccessi letteralmente insopportabili.
Domenica scorsa con la squadra che attualmente alleno, abbiamo perduto una partita in una maniera incredibile, non nascondo che mi sono sentito offeso ed oltraggiato dal comportamento estremamente negativo dei miei giocatori tanto che a fine gara avrei avuto la voglia di sfasciare tutto o quantomeno di dare un calcio nel sedere a qualcuno di loro, ma nel tratto di campo che dalla panchina mi portava verso gli spogliatoi,  incredibile ma vero ho riflettuto, ( in passato tra gli addetti ai lavori si diceva che il mio vero handicap era proprio quello di non riuscire in determinate circostanze a contare fino a…. cento prima di prendere una qualsiasi decisione) ed ho pensato che i miei “giocatori” tutte le sante mattine vanno a lavorare, che forse sono gli unici nel nostro girone che non  prendono un euro o giù di li di rimborso spese e addirittura si pagano le trasferte, allora nonostante la sonante sconfitta, giunto dentro lo spogliatoio non ho fatto e detto loro niente anzi,  giuro che avrei voluto abbracciarli tutti, uno ad uno.
La vita intanto continua, Kakà è rimasto al Milan, i tifosi inferociti (ma non per le fabbriche che chiudono, non per l’aumento dei prezzi, non per la mancanza di una qualsivoglia giustizia sociale) si sono calmati e adesso sono felici, beati loro!
Io intanto domani sera andrò all’allenamento, ci sarà sicuramente un freddo cane e dopo aver fatto  un pò l’incazzato, cercherò almeno io, di preparare la gara di sabato prossimo nel migliore dei modi.
Sono stato un professionista di medio-alto livello, adesso mi trovo ad allenare con 
” ritrovato entusiasmo “, questo manipolo di scalcinati ai quali, in fondo, mi sono affezionato e spero tanto, assieme a loro (perchè mi sento uno di loro) di poter raggiungere l’ agognata salvezza che comunque alla fine se verrà, come verrà, sarà sicuramente molto sofferta.
Non dirò mai a questi ragazzi, quando eseguono le ripetute o gli scatti in salita con temperature che spesso si avvicinano allo zero “tanto per fare un esempio” che per guadagnare i soldi che guadagna Del Piero in un anno, incredibile ma vero, un operaio dovrebbe lavorare ininterrottamente per….300 anni.  Scusatemi ma questa in fondo  è un’altra storia, quindi, viva il Milan, viva Kakà e viva soprattutto i miei scalcinati giocatori, anche se……….in fondo, penso che qualcuno dovrebbe VERGOGNARSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Il Contratto

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpThu, 10 Apr 2008 14:24:46 +000024GiovedìUTC, 2008

La sede del Pisa Sporting Club era situata all’interno di una palazzina di due piani molto ben tenuta in via Risorgimento. Il grande portone era aperto, entrai, ero molto emozionato, mi venne incontro Renzo Talamucci un impiegato amministrativo con il quale in seguito instaurai un bel rapporto di amicizia.
• Buongiorno, desidera?
• Buongiorno, mi chiamo Mauro Viviani ho un’ appuntamento con il Presidente dove posso trovarlo?
• Il suo ufficio è il primo a sinistra al primo piano, buona fortuna!
• Grazie.
In seguito avrei capito il motivo di quell’ augurio, stavo salendo le scale nel preciso istante in cui il Presidente iniziava a scenderle, che fosse molto nervoso lo si evinceva dagli urlacci e dagli improperi con i quali stava letteralmente investendo un’impiegata, mi fermai intimorito nella penombra del mezzanino sperando di non essere riconosciuto, dopotutto erano svariati anni che io e il Presidente non ci vedevamo, al contrario, non appena mi fu vicino si fermò un attimo mi guardò e disse:
• Lei è ancora qui? prima che ci ripensi vada dalla segretaria e firmi il contratto.
Dopodiché continuò a scendere le scale sbraitando, credevo di sognare, salì gli ultimi gradini due a due e una volta giunto in ufficio mi presentai alla segretaria Cristina, la quale dopo una veloce presentazione mi fece leggere il contratto, ero talmente incredulo che firmai senza neppure guardare la cifra che vi era apposta, quel giorno non lo dimenticherò mai iI Pisa militava in serie A.
Subito dopo la firma Cristina mi pregò di contattare Luca Giannini il responsabile del settore giovanile che aveva l’ufficio al piano terra, scesi le scale e nell’androne incontrai di nuovo Renzo Talamucci il quale molto gentilmente mi accompagnò verso l’ufficio. In quel momento Luca stava uscendo:
• Buongiorno, sono Mauro Viviani, la signorina Cristina mi ha detto di venire da lei.
• Se vuoi andare d’accordo con me cerca di darmi del tu per piacere, benvenuto tra di noi, il Presidente mi ha parlato di te, cercherò di darti una mano.
Con Luca, persona squisita, intelligente, umile e competente, nel volgere di pochissimo tempo instaurai una profonda e fraterna amicizia, rotta purtroppo da qualche incomprensione sorta nel momento in cui il Presidente decise il suo esonero agli inizi del campionato di serie B 1992-93. Luca riuscì ad introdurmi nell’ambiente del Pisa sporting Club in maniera fantastica, mi guidò da fratello maggiore consigliandomi e talvolta impedendomi di fare errori che avrebbero potuto danneggiarmi. In quel momento tutte le squadre del settore giovanile avevano il loro tecnico per cui mi affidò il compito di dare una mano qua e là, è per questo che ogni sera dopo l’allenamento dovevo passare dalla sede per sapere dove avrei dovuto andare il giorno successivo, in pratica fungevo da tappabuchi facendo la spola tra le varie squadre. Questo mi offrì la possibilità di lavorare a stretto contatto con allenatori bravi e preparati come Morgia, Hemmy, Riva e Leoni e quindi di arricchire il mio bagaglio di conoscenze calcistiche.

Brano tratto dal libro “il signor nessuno e il presidente”  Geo edizioni

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