Il Centoschemi in pratica è un manuale calcistico recentissimo (scritto nel 2008), di grande semplicità. Ai calciatori vengono fatte eseguire esercitazioni e schemi di gioco, tramite l’applicazione di codici alfanumerici di comunicazione diretta. Mauro Viviani Allenatore Professionista esperto, preciso e motivato è estremamente convinto che il calcio grazie all’aiuto dei numeri possa essere insegnato anche ai giocatori più distratti. Questo libro quindi rappresenta uno strumento efficacissimo per tutti gli Istruttori ed Allenatori dilettanti che hanno gioco forza la necessità di ritagliarsi con parsimonia tempi di allenamento a volte ristretti. E’ consigliato per allenatori di squadre Dilettantistiche e agli istruttori delle Scuole Calcio e dei Settori Giovanili.
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“Il CENTOSCHEMI” L’ULTIMO LIBRO DI MAURO VIVIANI
Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpTue, 22 Jul 2008 16:11:02 +000011MartedìUTC, 2008
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L’avvocato Antonio Lupi dal libro il signor nessuno e il Presidente
Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpWed, 26 Mar 2008 23:04:55 +000004MercoledìUTC, 2008
L’Avvocato Antonio Lupi
Dopo aver girovagato circa un decennio sù e giù per l’Italia la mia carriera di calciatore terminò all’Isola d’Elba, in questo lembo di terra incantato dove a convincermi fù l’ avvocato Antonio Lupi, una persona squisita e un grande Presidente al quale nel corso del nostro primo incontro furono sufficienti pochi minuti per capire e risolvere i miei problemi, avevo bisogno di un lavoro e lui me lo offrì, presso un hotel di Portoferraio del quale era comproprietario. Il bisogno di tirare un attimo il fiato, dopo tanti anni di battaglie sportive e l’arrivo di Ylenia la mia prima figlia ormai era diventato impellente, così dopo aver riflettuto un paio di giorni accettai la proposta dell’avvocato, visto che questa soluzione, mi avrebbe permesso di pianificare con una certa tranquillità quello che avrei voluto fare da..grande!
In quel paradiso terrestre mi trovai talmente bene che vi rimasi ospite per otto anni, nei quali disputai tre ottimi campionati dopodiché, visto che ero perseguitato da continui guai muscolari mi vidi costretto ad appendere le scarpe al chiodo. Il giorno in cui comunicai questa mia sofferta decisione all’avvocato ero molto teso, credevo che si sentisse tradito e questo mi faceva stare male, al contrario dopo aver ascoltato le mie parole senza battere ciglio mi dette un appuntamento per il giorno successivo in sede dove tra lo stupore mio e dei dirigenti presenti prese la decisione che da quel preciso istante sareidiventato l’ allenatore dell’audace di Portoferraio. I primi approcci nella nuova veste non furono certo rose e fiori, sostituire Piero Arrostini, una vera e propria bandiera dell’Audace non era certo un’impresa semplice, una cosa è certa, quell’esperienza mki fece maturare molto. Terminata tra alterne fortune l’avventura di Portoferraio dopo un addio abbastanza burrascoso allenai alcune squadre Elbane: Per due stagioni il Marciana Marina, due stagioni la Campese e una stagione l’Elbana.
Ogni tanto mi capita di ripensare a quei momenti e sinceramente provo un po’ di nostalgia anche se non posso dimenticare che per poter allenare le varie squadre dell’isola dovevo necessariamente fare i turni di notte. Il ricordo più bello comunque rimane legato al primo anno in cui allenai il Marciana Marina, una squadra partita con l’ obbiettivo della salvezza e che grazie soprattutto alla bravura del Presidente Alberto Torino riuscimmo a portare ad un soffio dalla vittoria del campionato. Quelli per me erano anni di ricerca e di studio, mi documentavo infatti su tutto quello che riguardava il calcio con ogni mezzo e questo naturalmente mi dava la possibilità di proporre novità interessanti ai miei giocatori, sotto l’aspetto tattico, atletico e comportamentale. Mentre i soliti sapientoni storcevano il naso, i miei giocatori erano entusiasti delle innovazioni che riuscivo a proporre loro, forse, perché toccavano con mano i risultati di questa ricerca. Memorabile a questo proposito fù la penultima partita di quel campionato che giocammo a Portoferraio contro l’Audace, vincemmo quattro a tre disputando una splendida partita.
La grande gioia per quella vittoria comunque si tramutò in felicità quando arrivando a Marciana Marina, trovammo il Paese completamente impazzito di gioia.
L’anno successivo lasciai tra lo sgomento sincero dei giocatori e la rabbia dei dirigenti e dei tifosi quella splendida realtà, la Campese mi aveva offerto “la Luna” e onestamente non mi sentì di rifiutare una simile proposta. Proprio all’inizio di quel campionato il Presidente Romeo Anconetani mi contattò proponendomi di andare ad allenare la Volterrana società che collaborava strettamente con il Pisa Sporting, questo non fù possibile in quanto ormai avevo firmato il tesseramento per la Campese. Romeo fù molto dispiaciuto di questo contrattempo promettendomi però che avrebbe fatto seguire il mio lavoro. Anconetani nel frattempo stava iniziando a fare i miracoli con il suo Pisa, leggevo con ammirazione ogni articolo che parlava di Lui che aveva preso in mano la squadra di serie C sull’orlo della retrocessione riuscendo nel volgere di pochissimo tempo a portarla addirittura in serie A.
Il mio carattere irrequieto e la grande voglia di tornare in pista stavano ormai prendendo il sopravvento, iniziavo a sognare ad occhi aperti, volevo a tutti i costi cimentarmi come allenatore in una realtà professionistica così, una domenica facendomi forte di una promessa che Romeo mi aveva fatto quando ancora giocavo a calcio: Mauro se un giorno avrà bisogno del mio aiuto mi cerchi farò il possibile per darle una mano.
Presi carta e penna e gli scrissi una lettera, gli raccontai dei miei sogni, dei miei disagi, delle mie ambizioni e dei grandi sacrifici che stavo affrontando, pregandolo grazie a quella lontana promessa qualora gli fosse stato possibile di darmi una mano.
Trascorsi diversi mesi quando ormai pensavo che il Presidente, preso dai mille problemi che lo vedevano lottare contro tutto e contro tutti pur di tenere il suo Pisa a grandi livelli, non avesse il tempo per occuparsi di me, giunse la sua risposta.
continua
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