Mauro Viviani Allenatore

tecnico professionista

Loris Stafoggia e Werter Cornieti, il grande calcio ha bisogno di persone oneste come loro.

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpFri, 31 Jul 2009 07:28:05 +000028VenerdìUTC, 2008

Loris e Werter, due ex arbitri di calcio, due amici, due persone per bene.
Conobbi Werter a Perugia diversi anni orsono, era stato chiamato da Ilario

Castagner e gli era stato affidato il compito di insegnare il regolamento ai calciatori, vivisezionare i loro errori comportamentali durante le gare ed arbitrare gli incontri calcistici amichevoli del giovedì, dove non solo aveva la possibilità di decretare ammonizioni, ma anche, come in qualche occasione tra lo stupore generale accadde;di espellerli. Purtroppo la vita ci ha divisi e la nostra frequentazione non è più quella di un tempo. Lui per un periodo di tempo ha svolto le mansioni di presidente del S. Marino dal quale si è poi dimesso per una diatriba con un’emittente televisiva locale.
Nel corso delle stagioni, durante le quali abbiamo lavorato assieme, ho potuto apprezzare le sue doti umane e la sua competenza calcistica, lui è stato inequivocabilmente un grande maestro non solo per i calciatori ma anche per i tecnici che hanno imparato molto da lui. Purtroppo una banale discussione con il patron Luciano Gaucci mise fine alla sua collaborazione con il Perugia calcio, e questo. a mio avviso, fu un vero peccato.

Con Loris Stafoggia ho collaborato per un certo periodo di tempo al Città di Castello, anche lui professionista serio, svolgeva in quella società con grande entusiasmo e competenza le mansioni di Direttore Sportivo, siamo rimasti molto legati e a tutt’oggi abbiamo frequenti contatti telefonici.
Pensando a questi due personaggi mi viene facile associarli in quanto entrambi pur avendo arbitrato, Werter per molti anni in serie A mentre Loris addirittura ha toccato vette internazionali, sono rimasti umili e disponibili. Ogni tanto, seguendo qualche trasmissione televisiva, mi capita di vedere ed ascoltare dei veri e propri palloni gonfiati anche loro ex arbitri, piazzati “lì”, come spesso accade, da conoscenze influenti e mi domando come sia possibile non rivalutare come certamente meriterrebbero questi due grandi personaggi. Personalmente sono convinto che entrambi, in una grande società, siano all’altezza di ricoprire ruoli importantissimi, non solo per la loro grande competenza nel campo calcistico ma anche, per il loro grande carisma in virtu di una carriera, che entrambi hanno condotto con estrema dignità e competenza.

Il mio augurio per loro è che qualche presidente, leggendo queste quattro righe “scalcinate” dopo aver riflettuto un attimo, alzi il telefono e li contatti, non è possibile che il sistema calcio, a qualsiasi livello, possa permettersi di tenere lontano dai propri ruoli i due “Don Chisciotte” del pallone che hanno improntato forse a ….torto, in questa società fasulla, la loro vita privata e la loro professione con un marchio indelebile: professionalità, entusiasmo ed ONESTA’.
Signori presidenti ma vi volete svegliare per favore?

Il terzo “Don Chisciotte” e fieramente loro amico sincero

Mauro Viviani.

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Ricordi di Mauro Viviani Allenatore del Perugia

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpFri, 24 Jul 2009 11:53:05 +000053VenerdìUTC, 2008

Salve a tutti, addetti ai lavori e non, questo articolo l’ho pensato e scritto forse con un pizzico di polemica, per ricordare a coloro che hanno la memoria corta e nel calcio purtroppo non sono pochi, che bene o male qualcosa di buono l’ho fatto e spero ancora di fare. In un mondo come questo dove la fanno da padrone ladri, presuntuosi, sapientoni e venditori di fumo oltretutto sponsorizzati, diventa estremamente difficile farsi avanti in tutte le espressioni della società. Detto questo dobbiamo prendere atto del fatto che sta diventando tutto impossibile, guidare una squadra di calcio poi a qualsiasi latitudine e a qualsiasi livello è diventata un’impresa titanica, giocatori presuntuosi, genitori incapaci di giudicare molte volte la mediocrità dei figli, dirigenti filosofi che credono di saper tutto e in verita sono dei mezzi falliti, tifosi che sfogano la loro rabbia spesso sfasciando tutto quello che trovano dopo una partita persa, stampa molte volte prezzolata, ma signori, questo vi sembra calcio? Non scherziamo per piacere, un esempio: ultimamente parlando con un dirigente di una società di dilettanti sono stato paragonato ad un suo ex allenatore, del quale per rispetto non faccio il nome, ebbene, questo signore asseriva che aver fatto il preparatore atletico in serie A, aver allenato in serie B, C1, C2 ed in Interregionale squadre del calibro di Taranto e Sambenedettese, era come avere allenato la promozione o l’eccellenza umbra, non ci stò. E’ vero, una serie incredibile di vicissitudini dovute soprattutto all’incoscenza di altri mi ha portato ha scendere di categoria ma sia chiaro, chi ha la fortuna di avvalersi delle mie prestazioni, ha alle proprie dipendenze una persona seria, competente e preparata, presunzione la mia? forse ma sono sicuro che quell’allenatore ( si fa per dire) al quale il dirigente mi paragonava, per fare quel poco che ho fatto io nel calcio, dovrebbe rinascere ancora sei volte e chissà, comunque come qualcuno ha detto in passato : ai posteri l’ardua sentenza. Questo è il motivo per il quale a futura memoria anche se in modo molto artigianale ho pensato di inserire qualche articolo di giornali sportivi e non, che non ho certamente scritto io. Qualcuno dice che il mio carattere a volte mi ha tradito, io comunque sperando che questi signori leggano il mio blog il mio “brutto carattere” me lo tengo ben stretto, chi mi vuole …si accomodi, avrà tutto da me, io in cambio chiederò come sempre programmi precisi e società …presente nelle vittorie e nelle sconfitte.
Invio un abbraccio a tutti i tifosi perugini per quello che hanno saputo darmi e ai quali penso di aver dato molto: in due stagioni una vittoria del campionato di serie C1 ed un settimo posto in serie B.
Mauro Viviani

Mauro Viviani in 5 settimane

Mauro Viviani in 5 settimane

Luciano Gaucci

Luciano Gaucci

Luciano Gaucci ma io terrei viviani

Luciano Gaucci ma io terrei viviani

Spero che ai tifosi del Perugia calcio faccia piacere fare un tuffo nel ..recente passato, per questo ho pensato di inserire nel mio sito alcuni articoli riguardanti la mia permanenza come allenatore in quella splendida città.
Mauro Viviani

Gaucci caccia Castagner

Gaucci caccia Castagner

il grifo è in corsa

Viviani ha conquistato Perugia

Viviani ha conquistato Perugia

Sa io vengo dalla gavetta

Sa io vengo dalla gavetta

Conti, Rocco e Cavallo con mister Viviani

Conti, Rocco e Cavallo con mister Viviani

Mauro Viviani:Il mio Perugia

Mauro Viviani:Il mio Perugia

Debutto serie B di Mauro Viviani

Debutto serie B di Mauro Viviani

Mauro Viviani allenatore Perugia calcio serie B

Mauro Vioviani allenatore Perugia calcio serie B

Pasquale Rocco giocatore del Perugia

Pasquale Rocco giocatore del Perugia

[caption id="attachment_690" align="alignleft" width="300" caption="Luciano Gaucci"]Luciano Gaucci[/caption]
Viviani la panchina è un'avventura

Viviani la panchina è un'avventura

[caption id="attachment_688" align="alignleft" width="300" caption="Mauro Viviani il mio perugia"]Mauro Viviani il mio perugia[/caption]

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I Procuratori di calcio

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpSun, 19 Jul 2009 10:35:36 +000035DomenicaUTC, 2008

Mauro Viviani 2009

Mauro Viviani 2009

I procuratori nel calcio moderno rappresentano ormai un’entità assoluta, tanto assoluta che il più delle volte istaurando un contatto diretto con i vari presidenti riescono a scavalcare addirittura i direttori sportivi. Come in tutte le variabili della nostra società ce ne sono di capaci e meno capaci, di onesti e meno onesti fatto stà che molti di loro guadagnano cifre importanti alle spalle di calciatori e….allenatori.
Nel corso della mia carriera di calciatore ho avuto la fortuna di imbattermi in quello che forse è stato il primo procuratore della storia del nostro calcio: Romeo Anconetani.
Già a quei tempi, parlo di diversi anni fà, nel suo ufficio aveva un archivio dove giornalmente immagazzinava notizie e riferimenti di centinaia di calciatori sparsi per l’italia, le società si rivolgevano a lui sicure che mai….gli avrebbe appioppato il brocco della situazione, adesso tutto è cambiato.
In special modo nella categorie inferiori dove il caos è totale, la professionalità ridotta quasi a zero e questi poveri ragazzi illusi da ipotetiche future carriere calcistiche vengono fatti girare come trottole per l’italia alla ricerca di una squadra e quando questo avviene gran parte dell’ingaggio deve essere inevitabilmente versato al procuratore di turno come fanno le prostitute ai loro magnaccia.
Presidenti, svegliatevi, la guerra è finita da un pezzo, contornatevi di persone all’altezza, fate seguire i vari campionati, createvi una rete di amici che copra più territorio possibile, organizzate un settore giovanile di prospettiva e date un calcio nel sedere ai tanti sapientoni che ad un certo punto della loro esistenza hanno scoperto che è più facile guadagnare con il calcio che con il loro lavoro.
Detto questo devo anche dire che conosco procuratori onesti da molti anni come: Carpeggiani, Ascari, Degli Esposti, Trunfio, che svolgono il loro lavoro con la massima correttezza, competenza e professionalità.
Nel corso della mia carriera di allenatore specialmente alle prime esperienze mi sono imbattuto in molti personaggi squallidi che promettendomi mare e monti mi hanno fatto scendere piu volte di categoria guadagnado alle mie spalle cifre importanti, purtroppo si vive una volta sola per cui certi errori purtroppo non si rimediano, a questo proposito cito due fatti curiosi ed in un certo senso ….comici.
L’episodio in questione accadde 4 anni fà, il campionato era appena finito, quando un lunedi mattina ricevetti una telefonata:
- Buongiorno Mister, come và? Sono xxxxxxx ho chiamato per chiederle se le interesserebbe allenare una squadra bulgara di serie A.
-La ringrazio ma prima di darle una risposta vorrei avere i ragguagli necessari per poter prendere una decisione.
-Facciamo una cosa mister, ci vediamo questa sera a Milano e ne parliamo, dimenticavo, il suo passaporto è in ordine?
-Penso di si, comunque controllo, buon giorno, ci sentiamo più tardi.
I miei dubbi circa la validità del mio passaporto furono fugati dopo aver dato una rapida occhiata, era scaduto da qualche mese. In batter d’occhio riuscì a mettere in sobbuglio la prefettura della città in cui allenavo e grazie alle conoscenze, in via del tutto starordinaria nel giro di poche ore mi fù consegnato un passaporto nuovo di zecca.
Alle 22 mi trovavo a Milano nella hall dell’hotel Gallia, il mio interlocutore (procuratore)dopo avermi presentato il direttore generale della squadra bulgara senza tanti giri di parole dopo aver presentato il mio curiculum intavolò una vera e propria trattativa, ad un certo punto della quale mi pregò di assentarmi per qualche minuto, al mio ritorno un suo eloquente cenno del capo mi fece intuire che tutto era ok, quindi da li a poco avrei firmato il contratto e sarei stato di fatto l’allenatore del lokomotiva sofia, se non chè una telefonata galeotta pervenuta al mio…..procuratore mi fece rimanere alcuni minuti solo con gli emissari bulgari:
-E’ contento mister?
- Si, è un’esperienza che faccio volentieri, l’anno scorso nella squadra che allenavo militava un giocatore, alessandro alessandrì che ha giocato nel vostro campionato e me ne ha parlato molto bene.
- Anche l’ingaggio mister è importante, duecentocinquantamila dollari piu i premi, il vitto e l’alloggio non si trovano dietro l’angolo di questi tempi.
Nel frattempo il mio procuratore mi chiamò in disparte:
-Mister allora è fatta, tolta la mia procura le rimangono settantamila dollari più vitto e alloggio, è contento.
Capito? io avrei dovuto andare in Bulgaria per settantamila dollari e lui se ne sarebbe stato in poltrona a Napoli guadagnandone centottantamila, inutile dire che saltò tutto e per un soffio non saltarono anche i denti di quel farabutto.
Il secondo episodio accadde l’anno successivo, sempre alla fine del campionato, sempre il lunedi mattina:
-Buongiorno mister, sono xxxxx, le intereserebbe andare ad allenare in Indonesia? Ho avuto un colloquio ieri a Roma con un emissario del Giacarta, la juventus di quel paese, ed ho pensato a lei, spero che il suo passaporto sia in ordine.
-Si, il mio passaporto è in ordine.
-Allora ci sentiamo più tardi per gli eventuali dettagli.
Dopo qualche ora il cellulare squillò nuovamente, era il sedicente procuratore:
- Mister allora le illustro il piano di volo:partenza da Roma, arrivo a Milano, partenza da Milano, arrivo a Francoforte, partenza da Francoforte arrivo ad Hong kong, partenza da Hong kong arrivo a Giacarta, totale 25 ore di volo circa.
-Mi scusi, ma lei pensa che io parta così senza sapere le condizioni, senza avere firmato un pre contratto, senza avere parlato con qualcuno della società?
Mister al suo arrivo a Giacarta troverà un incaricato che la condurrà dal presidente.
-Mi scusi, il suo avere in questa operazione a quanto ammonta?
-Al dieci per cento del suo ingaggio e il cinque per cento dalla società.
-La richiesta vista l’esperienza vissuta l’anno precedente mi sembrava equa.
-Su quali basi devo trattare?
-Credo che fino a duecentomila dollari possa arrivare, si faccia dare un pacchetto di biglietti aerei almeno cinque da e per l’italia mi raccomando.
La sera stessa ricevetti la telefonata del referente indonesiano, lui con il suo italiano scolastico, io con il mio inglese scolastico e con molta pazienza riuscimmo a trovare un accordo, misi qualcosa dentro una piccola valigia e il giorno dopo partì da roma fiumicino. Un viaggio allucinante, arrivai all’aeroporto di Giacarta il pomeriggio successivo, una volta giunto nella sala arrivi internazionali vidi l’incaricato della società che agitando un cartello con su scritto mister Bibiani, cercava di farsi notare.
Trovai un ambiente stupendo nonostante il caldo impossibile, ma l’inghippo dove stava? Perchè qualche inghippo doveva pur esserci, e come volevasi dimostrare l’inghippo c’era, in indonesia in quel momento era in atto una rivolta dei sik che stavano dando la caccia a tutti i “cristiani”, il procuratore questo lo sapeva e molto provabilmente era arrivato a me dopo molte rinunce da parte di altri allenatori.
Così il giono dopo scortato fin sull’aereo da una decina di impiegati del club ripartì alla volta dell’italia, il gaglioffo aveva assicurato il presidente che ero………Musulamano.
Questo per far capire dove certi personaggi possono …..arrivare e non finisce qui….. per cui meditate gente, meditate.
Comunque sia viva tutti i procuratori d’italia, anche quelli napoletani.
Mauro Viviani

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Quel giorno il Pisa giocava contro La Sampdoria di Mancini e Vialli

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpTue, 14 Jul 2009 21:01:48 +000001MartedìUTC, 2008

Il compianto vicepresidente Franco Nesti, Mauro Viviani e il dottor Cerrai seguono la gara.

Viviani sulla panchina del Pisa sc

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Ostrava (Slovacchia)

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpTue, 14 Jul 2009 20:49:38 +000049MartedìUTC, 2008

In una strada del centro con un……violino sottobraccio, la sera avremmo disputato la finale della Mitropa Cup, il Pisa Sporting era in ….EUROPA!

Vivianin a Ostrava (2)

Il Presidente appena giunti in Cecoslovacchia ci riunì in una sala del’hotel che ci ospitava e ad ognuno di noi consegnò una busta contenente un bel gruzzolo di valuta cecoslovacca. Quei soldi dovevano servire per comprare qualche souvenir e magari nei momenti liberi per andare in qualche pub a bere una birra.
L’ultimo giorno, ognuno di noi avrebbe dovuto spendere la moneta rimanente in quanto in Italia non sarebbe stato possibile cambiarla in lire.
Micheletti, il massaggiatore non potendo uscire dall’hotel perchè impegnato a curare alcuni giocatori affidò i suoi soldi cecoslovacchi a me e a luca giannini:
-fatemi un favore, con queste banconote , visto che io non posso venire con voi, compratemi un bel posacenere di cristallo di Boemia.
Il nostro aereo privato sarebbe partito dopo poche ore per cui il tempo per poter scegliere non era molto e così dopo aver girovagato per le vie del centro di Ostrava ci fermammo presso un negozio di strumenti musicali, l’unico aperto a quell’ora. Io comprai un mandolino, luca una chitarra e a Micheletti, che compriamo? Un violino, ci presentammo in hotel con un bel violino zigano e così tra l’ilarità dei giocatori, Micheletti portò a Pisa il violino al posto del posacenere di Boemia che aveva sognato da tempo.

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Pillole di nostalgia

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpTue, 14 Jul 2009 20:32:32 +000032MartedìUTC, 2008

Mauro Viviani, Adolfo Anconetani e Mircea Lucescu osservano la gara, il Pisa è serie AIl Pisa militava in…serie A.

Mauro Viviani a sinistra, Adolfo Anconetani e Mircea Lucesu osservano la gara.

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POVERA ITALIA

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpSun, 21 Jun 2009 21:51:05 +000051DomenicaUTC, 2008

Pisa s.c serie B

Pisa sc serie B

21.06.09 ore 11.35

Forse qualcuno di voi avrà assistito questa sera alla gara Brasile vs Italia disputata in Sud Africa, conoscendo “bene” quello che passa in questo periodo nella testa dei nostri calciatori (campioni del mondo) non mi sono affatto meravigliato del risultato finale 3 a 0 per i brasiliani.
Se penso agli ingaggi che percepiscono e quanto viceversa esprimono attualmente in campo, fisicamente, tecnicamente, tatticamente e mentalmente, mi vengano i brividi.
Ma come si fà a giocare una partita del genere con motivazioni equivalenti a …zero? Ma come si fà ad affrontare una squadra di veri campioni con la strafottenza di chi mette in campo solamente la lingua, non so voi ma io, non ho visto una goccia di sudore sulle maglie dei nostri eroi, non ho visto alcun gesto di stizza, non ho visto niente di niente e… mi sono vergognato, vergognato per loro s’intende, bambocci montati, viziati, e …vecchi, vecchi non tanto anagraficamente ma nella testa e nelle gambe, una partita di calcio la vince chi la vuol vincere, sperare che la buona stella ci assista sempre e comunque non credo sia ne beneaugurante, ne giusto.
Il nostro mister Lippi, è uno che ha visto un bel mondo, un mondo che ti porta a competere quasi sempre e quando ciò non accade fai delle brutte figure, alla guida di squadre fuoriserie contro auto che al massimo si possono definire delle granturismo, per cui si deve vergognare, la sua arroganza mi infastidisce oltre misura, vorrei vederlo con la sua prosopopea alla guida di una squadra di dilettanti perchè no “il Parlesca” dove i giocatori il giorno lavorano o studiano e la sera si allenano, sarei molto curioso di vedere quello che sarebbe capace di fare.
Il mio non è qualunquismo, è un’analisi obbiettiva di quello che esprime il nostro calcio in questo momento: Uno schifo. Uno schifo del quale fanno parte …tutti o quasi, gli addetti ai lavori, nessuno escluso ” Mister Moggi docet”.
Ma da domani signori miei, tutto si farà soft, i nostri campioni del mondo verranno difesi a spada tratta da giornalisti pagati da sponsor e procuratori, il nostro tecnico con il suo intercalare toscano (ma non di scoglio) dirà che il campionato italiano consegna alla nazionale in questo periodo giocatori scarichi e spenti fisicamente, dando la colpa ad altri se ad esempio De rossi non corre, Camoranesi oltre a sentirsi Argentino purosangue se ne sbatte della “nostra” nazionale, se Buffon è quasi finito, Zambrotta fà il ballo del mattone, Toni è fuori condizione, Pirlo ” sembra” un pirlo, Rossi è determinante solo quando entra a partita iniziata, Cannavaro fà persino tenerezza ecc, ma dove vogliamo andare, ma a cosa servono i dirigenti federali? Ve lo dico io, sono dei mangia pane a tradimento, il calcio dovrebbe essere un’altra cosa, fare un’analisi corretta di una partita di calcio non è da tutti ..figuriamoci fatta dal signor Abete, sono convinto che non sà neppure da dove si inizia e per favore non parliamo ad esempio di Cassano la cui testa non la mangerebbe neppure un maiale affamato ( un’affermazione che qualche anno addietro mi fece un suo allenatore alle giovanili del bari) o qualche altro salvatore della patria, bisogna cambiare tutto, mentalità, sistemi di allenamento, reclutamento dei giovani calciatori, scuole allenatori, preparatori atletici (76 infortuni muscolari alla Juventus) ma dove vogliamo andare?
Forza Italia comunque, forza Italia perchè sei bella, forza Italia perchè sei generosa, forza Italia perchè nonostante tutto ci credi, forza Italia perchè il popolo italiano forse è troppo ingenuo, troppo disponibile, troppo buono, ma non può bastare sempre e comunque una pacca sulla spalla per tenerci buoni, un sorriso per farci sperare, un comizio per convincerci che siamo dei fortunati, che stiamo bene e che non ci manca niente, quindi cari amici che dobbiamo fare, andiamo avanti…verso il baratro, con il sorriso sulle labbra.
Forza quindi campioni del mondo, eroi di Germania, siete forti, belli e bravi, adesso finalmente andrete a spendere qualche euro in luoghi esotici e dopo il sospirato….riposo riprenderete il vostro faticoso lavoro “2 ore al giorno ben remunerato” infischiandovene di tutto e di tutti tanto…………….!
Forza eroi azzurri, questo incoraggiamento ve lo esterna un ex azzurro che per le proprie idee non è diventato un campione del mondo ma al contrario di TUTTI VOI è riuscito nella sofferenza e nella lealta verso gli altri a diventare un UOMO! Forza ITALIA
Mauro Viviani

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Strategie societarie, settori giovanili si o no?

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpSat, 20 Jun 2009 06:21:49 +000021SabatoUTC, 2008

Mauro Viviani serieB Pisa sc

Esistono diverse scuole di pensiero al riguardo, ci sono infatti società di calcio che investono moltissimo nei settori giovanili, altre che preferiscono acquisire…..il prodotto finito.
Personalmente sarei per una via di mezzo, anche se questo comporta avere nei propri organici non solo dei buoni tecnici ma anche degli “osservatori” all’altezza della situazione.
Avendo svolto entrambe le mansioni per vari anni a livelli di serie A e B mi sento di affermare che una buona struttura societaria non solo si crea la possibilità di raggiungere nel tempo ottimi risultati sportivi ma anche e soprattutto benefici economici importanti.
Sebbene le variabili del calcio siano infinite, ritengo che una buona programmazione, che tenga obbiettivamente conto della realtà socio economica dove opera una società di calcio sia fondamentale per il futuro della stessa che orbiti nel campo professionistico o no.
Il problema a questo punto è quello di saper scegliere le persone giuste e collocarle al posto giusto, come in tutte le cose della vita, nel calcio non si improvvisa niente, se si lavora con criterio, serietà e programmazione gli obbiettivi prefissati prima o poi si ottengono, al contrario il fallimento è quasi certo.
Ad alti livelli esistono due esempi eclatanti: L’Udinese in serie A e l’Empoli in serie B.
L’udinese nel corso degli anni si è strutturata in modo tale da aver la possibilità di scandagliare attraverso una capillare rete di osservatori e alcune sale tv operative 20 ore al giorno, non solo il panorama calcistico giovanile nazionale ma addirittura quello mondiale. Infatti, tecnici preparati con l’ausilio delle parabole osservano le gare di tutti i campionati del mondo, appuntandosi i giovani più interessanti per poi andarli in seguito a visionare in…loco ed acquisirli per la prima squadra.
L’Empoli al contrario svolge una politica diversa, quella cioè di costrursi i propri giocatori facendoli crescere nel proprio vivaio attrezzato alla bisogna e condotto da tecnici all’avanguardia.
Questi due esempi servono a farci capire che dove c’è una politica societaria sana, concreta e seria, i problemi sono minimi, dove c’è improvvisazione invece il rischio di insuccessi è all’ordine del giorno.
Personalmente ho partecipato ai tempi in cui militavo nel Pisa all’acquisizione di giocatori del calibro di Mario Been nazionale olandese, Erik Larsen campione d’europa e capocannoniere con la nazionale di danimarca, Antonio Chamot nazionale argentino, Diego Pablo Simeone nazionale argentino, Francis Severeyns nazionale belga, tutti osservati e studiati per mesi nei loro paesi d’origine ed acquistati per un pugno di mosche, tutti hanno conquistato nel tempo tramite il Pisa la maglia della loro nazionale.
Conosco una società dilettantistica che con il suo settore giovanile riesce ad introitare anno dopo anno centinaia di migliaia di euro, come? Semplice, riesce a dare in prestito alle varie squadre della regione e non, diverse decine di giovani calciatori che non solo si valorizzano giocando ma portano alle casse della società per il semplice prestito cifre che grosso modo si aggirano sui 3000 € cadauno a campionato, i conti……..sono presto fatti!
Chiaramente i tecnici di questa società sono qualificati e assolutamente all’altezza della situazione in grado quindi di costruire attraverso una certa selezione ed un appropriato percorso didattico calciatori in grado di ben figurare.
Un invito quindi ai presidenti, dove ne esistono i presupposti, una sana e seria programmazione, tecnici e dirigenti all’altezza della situazione che remino tutti dalla stessa parte, una politica economica appropriata e buon ….divertimento.
continua……
Mauro Viviani

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Arrivederci, Vecchio, Caro Pisa Calcio

Pubblicato da mauroviviani su 11 PMpTue, 09 Jun 2009 16:07:11 +000007MartedìUTC, 2008

Mauro Viviani allo stadio Dall'Ara di Bologna

Mauro Viviani allo stadio Dall'Ara di Bologna

Impegnatissimo nell’ardua e quasi impossibile impresa di togliere dai bassifondi della classifica la mia… attuale squadra, per qualche tempo avevo perso di vista le sorti del Pisa calcio. Stò guardando distrattamente una trasmissione sportiva del sabato sera quando…il conduttore annuncia: questo pomeriggio il Pisa perdendo in casa contro il Brescia è retrocesso in serie C!
Non me lo aspettavo, questa notizia mi coglie di sorpresa facendomi rimanere incollato alla tv, con la speranza di aver capito male, nel frattempo le immagini dai vari campi si susseguono fino a quando, mi rendo conto che purtroppo l’incredibile si è avverato, il Pisa subendo un gol negli ultimi minuti viene ricacciano nell’inferno della serie C.
La gioia dell’avvenuta salvezza della mia squadra in una giornata che per quanto mi riguarda cancella le amarezze di un’intera stagione si trasforma in una sottile inquietudine, non posso credere che un organico come quello del Pisa alla fine sia stato capace di retrocedere, ma come è possibile!
In quel momento mi vengono in mente le parole di un certo Cristian Vieri che al Curi di Perugia in una giornata ventosa di alcuni anni fa, mi confidò: Mister Ventura è bravo ma….rompe troppo e nello spogliatoio non lo ama nessuno.
Quel giorno il Venezia perse per 2 a 0 contro il mio Perugia e Ventura fù esonerato, osservandolo mentre usciva a testa china dal campo sconfitto forse più dalla sua squadra, che dalla mia, per la prima volta mi resi conto di quanto sia assurdo il nostro mestiere.
Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare il suo modo di lavorare e la sua tecnica comunicativa ed è per questo che mi chiedo: ma come si fà, signor presidente Pomponi ad esonerare un tecnico del genere, per sostituirlo con Bruno Giordano, grande, veramente grande ex bomber ma tecnico discutibilissimo?
Presidente, io penso che lei abbia tanta voglia di fare, tanto entusiasmo e per questo vorrei umilmente darle un consiglio: cerchi di scegliere persone all’altezza della situazione, so che non è facile ma d’altra parte la grandezza dei capi viene conclamata dalla loro abilità nel sapersi contornare di collaboratori fidati e competenti, per favore non lo dimentichi!
In tutto questo grande casino chi ci rimette alla fine come sempre, sono i tifosi pisani, unici ” le altre tifoserie non me ne vogliano” nel saper incoraggiare la loro squadra sempre e comunque dal primo minuto al novantesimo e soprattutto capaci di abbonarsi nonostante tutto….. in settemila!
Presidente Pomponi, non molli, dimostri nonostante la sua giovane età e l’evidente inesperienza di avere le cosiddette palle, prenda in mano la situazione, non demandi ad altri decisioni che potrebbero alla lunga danneggiarla, si prenda le sue responsabilità, solo così alla lunga potrà avvalersi della stima del grande pubblico pisano e togliersi quelle soddisfazioni che merita.
Faccia piazza pulita dell’intera rosa della prima squadra che in fondo ha dato a tutti quanti solo delusioni! Non porti rispetto a chi non ha le ha portato rispetto.
Chi scrive queste righe è Mauro Viviani un personaggio che ha vissuto a Pisa due stagioni in serie A e quattro in serie B al fianco di un Presidente vero, amato ed odiato per questo, ma ….VERO! Non cerchi di imitarlo, sarebbe impossibile, sia se stesso e cerchi semplicemente di far capire a tutti, gli obbiettivi che realmente vuol raggiungere con questa società, non bleffi per favore, a Pisa mi creda …questo non paga.
La famiglia Anconetani nonostante tutto può darle una mano, non si isoli, li contatti sono certo che metteranno a sua disposizione la loro grande esperienza.
In questo momento la mia delusione è grande quasi come quella che provai da allenatore, in una sera di mezza estate nel ritiro di Volterra quando in un attimo tutti i miei sogni e le mie speranze professionali e non, svanirono nel nulla dopo l’annuncio del fallimento del Pisa S.C, pazienza! Se è vero che la gloria maggiore non è quella di non cadere ma quella di …sapersi rialzare, forza e avanti presidente come amava ripetere il suo grande predecessore.
Queste poche righe le sono inviate da un ex allenatore del Pisa che incredibile ma vero da Livornese purosangue piange per le sorti della vecchia casacca neroazzurra. Non molli Presidente!
Mauro Viviani

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Lettera aperta al Presidente Romeo Anconetani

Pubblicato da mauroviviani su 11 AMpTue, 05 May 2009 11:28:40 +000028MartedìUTC, 2008

La partenza per l'ennesimo ritiro

La partenza per l'ennesimo ritiro

La panchina del Pisa al debutto in serie B

Caro Romeo, ti ricordi Romeo quando al mio debutto in serie B da primo Allenatore il Pisa vinse a Cesena e Tu, mentre stavo festeggiando quella splendida vittoria con i giocatori entrasti nello spogliatoio e tirandomi per un braccio mi dicesti: “Guardi che oggi lei ha battuto una squadra di gatti fradici, non ha mica vinto la coppa dei Campioni! Non ci rimasi molto bene, credimi, ma la gioia per quel primo successo era tale e tanta che feci finta di niente. Non mi dicesti bravo neppure quando mi affidasti Paoull Elliott che ormai, a detta di tutti era un ex giocatore ed io dopo circa tre mesi te lo “consegnai” pronto per giocare di nuovo in serie A giocatore che tu a fine stagione cedesti al Celtic di Glasgow guadagnando un bel mucchio di Sterline. Non mi dicesti bravo quando una gelida mattina nel ritiro di Villa delle Rose mi consegnasti un biglietto aereo per Asuncion del Paraguay dove stava per iniziare il torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Spagna, e dove, riuscì ad opzionare per il nostro Pisa s.c campioni del calibro di:Cafù Under 23 Brasiliana, Montero e Saralegui Under 23 dell’Uruguaj, Asprilla e Valenciano under 23 della Colombia. Tutti giocatori che alla fine non potemmo acquisire in quanto il Pisa s.c allora guidato da Ilario Castagner fallì di un soffio la promozione in serie A. Non mi dicesti bravo quando dopo aver esonerato Montefusco mi affidasti il Tuo Pisa in piena crisi ed Io riuscì a condurla verso un miracoloso ottavo posto anzi, se non fosse stato per Luciano Gaucci che mi chiamò per sostituire Ilario Castagner alla guida di un Perugia spento e demotivato per Te, sarei rimasto disoccupato Non mi dicesti bravo quando dopo il torto che in fondo avevo subito, per tornare ad allenare il Tuo Pisa stracciai un contratto principesco che mi vedeva legato ancora per due anni al Perugia, nonostante tutto questo credimi, Ti ho voluto bene, stimato, apprezzato e rispettato, cercando di apprendere il più possibile dal Tuo immenso sapere calcistico e quando all’improvviso sei mancato ho provato lo stesso identico dolore di quando a mancare era stato mio Padre. Grazie Romeo, anche se per il fallimento del Pisa s.c io e la mia famiglia stiamo ancora pagando lo Stato “siamo a maggio del 2005” con soldi che purtroppo non abbiamo. Grazie perché standoti vicino ho imparato ad apprezzare il mio lavoro, a credere nelle mie idee, a non mollare mai e ad avere sempre e comunque fiducia nel futuro. Non Ti dimenticherò Presidente e con me sicuramente non Ti dimenticherà chi ha avuto la fortuna di conoscerti e di lavorare al Tuo fianco. Un Signor Nessuno che hai portato in serie A. Grazie ancora …..nonostante tutto Romeo. Mauro Viviani
brano tratto da “il signor nessuno e il presidente”

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