
Mauro Viviani 2009
I procuratori nel calcio moderno rappresentano ormai un’entità assoluta, tanto assoluta che il più delle volte istaurando un contatto diretto con i vari presidenti riescono a scavalcare addirittura i direttori sportivi. Come in tutte le variabili della nostra società ce ne sono di capaci e meno capaci, di onesti e meno onesti fatto stà che molti di loro guadagnano cifre importanti alle spalle di calciatori e….allenatori.
Nel corso della mia carriera di calciatore ho avuto la fortuna di imbattermi in quello che forse è stato il primo procuratore della storia del nostro calcio: Romeo Anconetani.
Già a quei tempi, parlo di diversi anni fà, nel suo ufficio aveva un archivio dove giornalmente immagazzinava notizie e riferimenti di centinaia di calciatori sparsi per l’italia, le società si rivolgevano a lui sicure che mai….gli avrebbe appioppato il brocco della situazione, adesso tutto è cambiato.
In special modo nella categorie inferiori dove il caos è totale, la professionalità ridotta quasi a zero e questi poveri ragazzi illusi da ipotetiche future carriere calcistiche vengono fatti girare come trottole per l’italia alla ricerca di una squadra e quando questo avviene gran parte dell’ingaggio deve essere inevitabilmente versato al procuratore di turno come fanno le prostitute ai loro magnaccia.
Presidenti, svegliatevi, la guerra è finita da un pezzo, contornatevi di persone all’altezza, fate seguire i vari campionati, createvi una rete di amici che copra più territorio possibile, organizzate un settore giovanile di prospettiva e date un calcio nel sedere ai tanti sapientoni che ad un certo punto della loro esistenza hanno scoperto che è più facile guadagnare con il calcio che con il loro lavoro.
Detto questo devo anche dire che conosco procuratori onesti da molti anni come: Carpeggiani, Ascari, Degli Esposti, Trunfio, che svolgono il loro lavoro con la massima correttezza, competenza e professionalità.
Nel corso della mia carriera di allenatore specialmente alle prime esperienze mi sono imbattuto in molti personaggi squallidi che promettendomi mare e monti mi hanno fatto scendere piu volte di categoria guadagnado alle mie spalle cifre importanti, purtroppo si vive una volta sola per cui certi errori purtroppo non si rimediano, a questo proposito cito due fatti curiosi ed in un certo senso ….comici.
L’episodio in questione accadde 4 anni fà, il campionato era appena finito, quando un lunedi mattina ricevetti una telefonata:
- Buongiorno Mister, come và? Sono xxxxxxx ho chiamato per chiederle se le interesserebbe allenare una squadra bulgara di serie A.
-La ringrazio ma prima di darle una risposta vorrei avere i ragguagli necessari per poter prendere una decisione.
-Facciamo una cosa mister, ci vediamo questa sera a Milano e ne parliamo, dimenticavo, il suo passaporto è in ordine?
-Penso di si, comunque controllo, buon giorno, ci sentiamo più tardi.
I miei dubbi circa la validità del mio passaporto furono fugati dopo aver dato una rapida occhiata, era scaduto da qualche mese. In batter d’occhio riuscì a mettere in sobbuglio la prefettura della città in cui allenavo e grazie alle conoscenze, in via del tutto starordinaria nel giro di poche ore mi fù consegnato un passaporto nuovo di zecca.
Alle 22 mi trovavo a Milano nella hall dell’hotel Gallia, il mio interlocutore (procuratore)dopo avermi presentato il direttore generale della squadra bulgara senza tanti giri di parole dopo aver presentato il mio curiculum intavolò una vera e propria trattativa, ad un certo punto della quale mi pregò di assentarmi per qualche minuto, al mio ritorno un suo eloquente cenno del capo mi fece intuire che tutto era ok, quindi da li a poco avrei firmato il contratto e sarei stato di fatto l’allenatore del lokomotiva sofia, se non chè una telefonata galeotta pervenuta al mio…..procuratore mi fece rimanere alcuni minuti solo con gli emissari bulgari:
-E’ contento mister?
- Si, è un’esperienza che faccio volentieri, l’anno scorso nella squadra che allenavo militava un giocatore, alessandro alessandrì che ha giocato nel vostro campionato e me ne ha parlato molto bene.
- Anche l’ingaggio mister è importante, duecentocinquantamila dollari piu i premi, il vitto e l’alloggio non si trovano dietro l’angolo di questi tempi.
Nel frattempo il mio procuratore mi chiamò in disparte:
-Mister allora è fatta, tolta la mia procura le rimangono settantamila dollari più vitto e alloggio, è contento.
Capito? io avrei dovuto andare in Bulgaria per settantamila dollari e lui se ne sarebbe stato in poltrona a Napoli guadagnandone centottantamila, inutile dire che saltò tutto e per un soffio non saltarono anche i denti di quel farabutto.
Il secondo episodio accadde l’anno successivo, sempre alla fine del campionato, sempre il lunedi mattina:
-Buongiorno mister, sono xxxxx, le intereserebbe andare ad allenare in Indonesia? Ho avuto un colloquio ieri a Roma con un emissario del Giacarta, la juventus di quel paese, ed ho pensato a lei, spero che il suo passaporto sia in ordine.
-Si, il mio passaporto è in ordine.
-Allora ci sentiamo più tardi per gli eventuali dettagli.
Dopo qualche ora il cellulare squillò nuovamente, era il sedicente procuratore:
- Mister allora le illustro il piano di volo:partenza da Roma, arrivo a Milano, partenza da Milano, arrivo a Francoforte, partenza da Francoforte arrivo ad Hong kong, partenza da Hong kong arrivo a Giacarta, totale 25 ore di volo circa.
-Mi scusi, ma lei pensa che io parta così senza sapere le condizioni, senza avere firmato un pre contratto, senza avere parlato con qualcuno della società?
Mister al suo arrivo a Giacarta troverà un incaricato che la condurrà dal presidente.
-Mi scusi, il suo avere in questa operazione a quanto ammonta?
-Al dieci per cento del suo ingaggio e il cinque per cento dalla società.
-La richiesta vista l’esperienza vissuta l’anno precedente mi sembrava equa.
-Su quali basi devo trattare?
-Credo che fino a duecentomila dollari possa arrivare, si faccia dare un pacchetto di biglietti aerei almeno cinque da e per l’italia mi raccomando.
La sera stessa ricevetti la telefonata del referente indonesiano, lui con il suo italiano scolastico, io con il mio inglese scolastico e con molta pazienza riuscimmo a trovare un accordo, misi qualcosa dentro una piccola valigia e il giorno dopo partì da roma fiumicino. Un viaggio allucinante, arrivai all’aeroporto di Giacarta il pomeriggio successivo, una volta giunto nella sala arrivi internazionali vidi l’incaricato della società che agitando un cartello con su scritto mister Bibiani, cercava di farsi notare.
Trovai un ambiente stupendo nonostante il caldo impossibile, ma l’inghippo dove stava? Perchè qualche inghippo doveva pur esserci, e come volevasi dimostrare l’inghippo c’era, in indonesia in quel momento era in atto una rivolta dei sik che stavano dando la caccia a tutti i “cristiani”, il procuratore questo lo sapeva e molto provabilmente era arrivato a me dopo molte rinunce da parte di altri allenatori.
Così il giono dopo scortato fin sull’aereo da una decina di impiegati del club ripartì alla volta dell’italia, il gaglioffo aveva assicurato il presidente che ero………Musulamano.
Questo per far capire dove certi personaggi possono …..arrivare e non finisce qui….. per cui meditate gente, meditate.
Comunque sia viva tutti i procuratori d’italia, anche quelli napoletani.
Mauro Viviani